Incidente nella Notte Bianca. L’udienza slitta

Lecce. Sabrina Bozzi Colonna, 22 anni, venne travolta da un pino e perse l’uso delle gambe. A motivare il nuovo rinvio,la necessità di analizzare la consulenza tecnica dell’agronomo Centonze

LECCE – E’ slittata al prossimo 13 ottobre l’udienza preliminare del procedimento relativo al terribile incidente, avvenuto il 5 dicembre del 2008, in cui furono coinvolte una ragazza leccese, Sabrina Bozzi Colonna, di 22 anni, e Massimo Scardia, 34enne originario di Squinzano, travolti da un enorme pino mentre percorrevano una strada del capoluogo. Tre le persone per cui la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio con l’ipotesi di reato di lesioni colpose: il dirigente responsabile del settore lavori pubblici del Comune Claudia Branca, il responsabile della struttura “Verde di Ateneo” Gaetano Carrozzo ed Antonio Pati, funzionario dell’ufficio “Verde Pubblico”. Si tratta del secondo rinvio dopo quello disposto dal gup Ercole Aprile lo scorso 11 novembre, che aveva invitato l’accusa a svolgere nuovi accertamenti tecnici. Il procuratore aggiunto Antonio De Donno aveva quindi conferito a un consulente, il dottor agronomo Rosario Centonze, l’incarico di accertare le cause che avevano portato alla caduta del pino. A motivare il nuovo rinvio è stata proprio la richiesta delle parti di acquisire e analizzare la consulenza tecnica del dottor Centonze. Secondo il consulente a causare la caduta sarebbe stato un insieme di fattori: la collocazione dell’albero in una struttura inadeguata a contenere un fusto di quelle dimensioni, la probabile compromissione delle radici causata da fattori degenerativi e fenomeni meteorologici rappresentati dal vento e dalle copiose piogge cadute in quei giorni. Riguardo ai controlli periodici sugli arbusti, il consulente spiega come dagli atti processuali risulti che la struttura “Verde Ateneo” li avesse predisposti, ma che non vi sono riscontri documentali con le schede relative alle piante. Quella tragica sera di oltre due anni fa a Lecce si celebrava la “Notte Bianca” e le strade del capoluogo salentino erano state invase da tantissime persone. Tra loro anche la Bozzi e Scardia. I due stavano percorrendo a piedi via Adua quando, improvvisamente, un pino di notevoli dimensioni che si trovava all’interno del cortile dell’Ateneo cadde e travolse la coppia. I soccorsi furono pressoché immediati e sul posto, per liberare le vittime schiacciate dai rami dell’albero, intervennero i vigili del fuoco del comando provinciale, le ambulanze del 118 e gli agenti della polizia municipale. Ad avere la peggio fu proprio la 22enne leccese, che in seguito a quel drammatico incidente perse l’uso delle gambe. Anche Massimo Scardia riportò delle gravi lesioni che fortunatamente, però, non hanno avuto conseguenze permanenti. Secondo l’ipotesi accusatoria gli imputati non avrebbero portato a termine il progetto che prevedeva la sostituzione degli alberi di pino con piante più adatte all’area urbana. Inoltre il pino che causò la tragedia avrebbe dovuto già in precedenza essere tagliato o potato poiché costituiva un pericolo.

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