Baby rapinatori, tutti liberi

Lecce. Giudicati per direttissima sono stati condannati a sei mesi, con pena sospesa, quattro dei cinque componenti la banda

LECCE – Hanno patteggiato tutti quanti sei mesi di reclusione per tentato furto aggravato in concorso, i quattro maggiorenni (su cinque), fermati dalla Polizia nella notte fra il 10 e l’11 maggio. La pena è stata sospesa ed i giovanissimi topi d’appartamento sono tornati in libertà. Il processo ai gemelli Marco e Stefano Piarulli, a Stefano Sparapane e a Zinedine Mourad, tutti 18enni residenti a Lecce, s’è svolto per direttissima di fronte al giudice monocratico Fabrizio Malagnino. Il minore, anche lui nella banda, sarà giudicato a parte dal Tribunale di riferimento. 11 maggio 2011 Armi giocattolo, rapine vere. Gi autori? Giovanissimi LECCE – Doveva essere un intervento di routine, uno dei tanti che ogni giorno, e soprattutto di notte, gli uomini della Sezione Volanti della questura di Lecce svolgono nei consueti servizi di vigilanza e controllo del territorio. Questa volta, però, l’intervento degli agenti ha permesso di fermare cinque ragazzi, tutti giovanissimi e senza occupazione, presunti componenti di una banda dedita ai furti in appartamento. A segnalare la presenza di tre persone sospette, nei pressi di un appartamento in una traversa di via Taranto, è stata una chiamata anonima giunta verso le 23.40 al centralino della polizia. L’immediato intervento di una pattuglia ha permesso di bloccare tre persone: Stefano Sparapane e Marco Piarulli, di 18 anni, e un ragazzo di soli 16 anni. Alla vista degli agenti il terzetto ha cercato di dileguarsi senza farsi notare. Un tentativo vanificato dal pronto intervento delle forze dell’ordine. La successiva perquisizione ha permesso di rinvenire, nelle tasche del minorenne, un passamontagna di tipo militare, dei guanti e un martelletto (di quelli che solitamente si trovano nei mezzi pubblici per infrangere i vetri in caso di emergenza). Un attrezzo utilizzato, con ogni probabilità, per cercare di forzare la finestra di un appartamento che i tre avrebbero preso di mira. Anche la serratura dell’abitazione, poi risultata in affitto a uno studente universitario, presentava segni di effrazione. Poco dopo gli agenti hanno fermato altre due persone che, secondo gli inquirenti, avrebbero composto il quintetto di “topi d’appartamento”. Si tratta di Zinedine Mourad, 18enne di origine marocchina, e Stefano Piarulli, fratello gemello di Marco. Proprio nella successiva perquisizione domiciliare a casa dei due gemelli, i poliziotti hanno rinvenuto un vero arsenale di armi del tipo “softair”. Si tratta di repliche perfettamente identiche alle armi vere ma, almeno in teoria, innocue, tanto da venire catalogate come giocattoli e regolamentate come tali, ovviamente con specifiche condizioni d'uso in sicurezza. Ogni replica riproduce fedelmente in dimensioni, forma, peso e materiali, l'arma di riferimento e al suo interno è alloggiato un sistema meccanico ed elettrico che consente ad un motorino di comprimere l'aria che, rilasciata, spinge fuori pallini di plastica. Saranno gli esami dei tecnici e degli esperti della balistica a stabilire se le armi siano state modificate. Il sospetto degli investigatori è che potessero essere utilizzate, abbinate ai passamontagna, per compiere delle rapine. Oltre alle armi è stato anche sequestrato un giubbino tattico con la dicitura “Police”. I quattro maggiorenni sono stati trasferiti, su disposizione del magistrato di turno, Giovanni De Palma, nel carcere del Borgo San Nicola. La posizione del quinto ragazzo fermato è invece al vaglio del Tribunale per i minorenni. “Gli arresti eseguiti ieri notte – commenta il dottor Carmine Ingrosso, dirigente della Sezione Volanti – dimostra quanto costante e preciso sia l’impegno della polizia nel controllo del territorio cittadino. Un plauso va a tutti quegli agenti che, a fronte di turni spesso molto più lunghi del dovuto, consentono di rendere più sicuro il capoluogo salentino”.

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