Questioni di storia e questioni di Dio

Veloce riflessione di un lettore del Tacco dopo quattrocento anni dal processo a Giordano Bruno

Quando gli archivi vaticani misero a disposizione di studiosi e ricercatori la documentazione sul processo a Giordano Bruno, lo storico Luigi Firpo l’analizzò con molta accuratezza. Come accade per i processi politici in genere, la corte del tempo, di certo, non aveva precipitato il giudizio, vagliando rispettosamente le testimonianze, e assicurandosi anche il contributo dei massimi esperti del settore. Aveva sentenziato la condanna quasi con rammarico, e lo stesso papa Clemente VIII a avrebbe potuto fare a fronte di un lavoro così meticoloso. Anche a Gerusalemme, circa duemila anni fa, le cose andarono in questo modo. Ora, forse per metterci a posto la coscienza, nel corso dei secoli, ci siamo detti che era stata volontà di Dio. Poi ci siamo accorti che la storia funzionava, e così lo abbiamo affermato anche per tantissimi altri casi, compreso quello di Giordano Bruno. Senza alcun pericolo d’indignazione per le nostre coscienze. Gabriele De Blasi

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