Sciopero generale. Tutti in piazza Partigiani

Lecce. Salvatore Arnesano, Cgil Lecce: “Lo sciopero è contro le politiche economiche e sociali che in questi anni hanno indebolito i lavoratori, le famiglie, il Paese”

Di Andrea Gabellone LECCE – Sciopero generale indetto dalla Cgil. A Lecce prenderà la forma di una manifestazione che avrà luogo in piazza Partigiani a partire dalle 9:30. Si prevede una grande mobilitazione di lavoratori che, nel Salento come in tutta Italia, chiederà, col sostegno del sindacato, di essere ascoltata sulla base di proposte concrete. I temi al centro della protesta sono, come era facilmente prevedibile, il fisco ed il lavoro. Mentre molti Paesi europei si incamminano sulla strada della ripresa, l'Italia sembra ancorata sul fondo di un'emergenza che va al di là della semplice crisi economica. Tra i punti che la Cgil ha posto al centro della contestazione, riconosciamo argomenti che appartengono più ad una natura sociale che monetaria. La disoccupazione femminile, la precarietà giovanile, i mancati investimenti sulla cultura sono tutte scelte di un governo che non incentiva l'assunzione di determinate categorie di lavoratori, che non combatte adeguatamente il lavoro in nero e che preferisce investire – ad esempio – su una guerra, tagliando i fondi per l'istruzione. La nostra società si è adeguata per troppo tempo a modelli vecchi, sessisti e poco lungimiranti; ecco perché oggi, nel mondo del lavoro, il giovane è un soggetto inaffidabile, la donna un investimento a scatola chiusa, e la scuola pubblica un'opzione di seconda categoria. Altri due aspetti importanti, sul tavolo della protesta, sono la lotta all'evasione fiscale e alla povertà. In un momento nel quale chi più ha, ancor di più vuole avere, anche illegalmente, le maglie del tessuto sociale si allargano; le diseguaglianze crescono a vista d'occhio e se, fino a qualche tempo fa, le mense della Caritas erano appannaggio di extracomunitari e indigenti, oggi a frequentarle sono famiglie di disoccupati italiani. Mentre il Ministro Tremonti assicura che “non c'è disoccupazione tra i giovani immigrati” e invita gli italiani a svolgere mestieri più umili, si consumano drammi come quello della schiavitù per il fotovoltaico e il nostro Paese si distingue in negativo – secondo l'Eurostat – sul tema dell'occupazione femminile e giovanile. “Lo sciopero – come spiega il segretario della Cgil Lecce, Salvatore Arnesano – è contro queste politiche economiche e sociali che hanno indebolito in questi anni i lavoratori, le famiglie, il Paese. La politica di Tremonti è di nuovo una scelta di depressione economica per il nostro paese: non si affrontano infatti, questioni come il fisco, il lavoro, e gli investimenti. Vogliamo che la classe dirigente si assuma le proprie responsabilità per portare il Paese da un’altra parte”. Oltre ai lavoratori, domani si prevede la presenza di una parte di quei 150.000 disoccupati della provincia di Lecce insieme ai tanti precari, giovani e no. Chiederanno di essere ascoltati da una classe politica e dirigente che spesso ignora i loro diritti, che sembra incapace di ripartire dal lavoro e dalla giustizia sociale, che evita di pensare al domani. Lo chiederanno con lo sciopero. Uno sciopero tardivo, forse, ma pur sempre un segnale nella pochezza di questi giorni.

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