Colitti senior davanti ai giudici. Udienza rinviata.

LECCE – Torna in aula l’omicidio di Peppino Basile, il consigliere dell’Italia dei Valori assassinato a Ugento la notte tra il 14 e il 15 giugno del 2008. Oggi, per la prima volta, toccherà a Vittorio Colitti (il 67enne accusato, in concorso con il nipote, dell’omicidio) comparire dinanzi ai giudici della Corte d’Assise di Lecce. Si tratta, infatti, della prima udienza dopo il rinvio a giudizio dello scorso 18 febbraio. Nel processo si è già costituita come parte civile la sorella di Basile, Antonia, assistita dall’avvocato Francesco D’Agata. Un’udienza, però, su cui pesa un’istanza di ricusazione presentata dal legale di Colitti, l’avvocato Francesca Conte, nei confronti di uno dei giudici del collegio, la dottoressa Francesca Mariano. Secondo la nota penalista salentina, infatti, la Mariano (che aveva già presentato istanza di astensione poi respinta dal presidente del Tribunale di Lecce, Alfredo Lamorgese) si sarebbe già espressa in sede del Tribunale del Riesame. In particolare la Mariano avrebbe già trattato due dei temi fondamentali del processo: l’attendibilità della bambina presunta testimone oculare del processo, e una delle cosiddette piste alternative, quella relativa al presunto collaboratore di giustizia Giovanni Vaccaro. Due temi, è bene ricordarlo, alla base della sentenza di assoluzione emessa lo scorso 27 dicembre dai giudici del Tribunale dei minorenni di Lecce nei confronti dell’altro – secondo l’accusa – presunto assassino: Vittorio Luigi Colitti Secondo i giudici (presidente Aristodemo Ingusci, estensore Lucia Rabboni) la bimba non sarebbe attendibile e la pista Vaccaro non sarebbe stata affrontata con la giusta considerazione dalla procura ordinaria.

//Aggiornamento delle ore 11:30// Udienza rinviata al 6 ottobre
LECCE – Slitta al 6 ottobre il processo bis per l’omicidio di Peppino Basile. Oggi, davanti ai giudici della Corte d’Assise di Lecce sarebbe dovuto comparire Vittorio Colitti, il 67enne accusato dell’omicidio, in concorso con il nipote e rinviato a giudizio lo scorso 18 febbraio. Il rinvio dell’udienza è dovuto a motivi di salute; pare infatti che l’anziano debba sottoporsi ad ulteriori controlli medici. Attualmente si trova agli arresti domiciliari.

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