Sicurezza in mare? Come a terra

Bari. Si chiama Emersanmare. E’ il nuovo sistema di emergenza e soccorso sanitario presentato dalla Regione Puglia. Obiettivo: garantire controlli specifici anche a 12 miglia dalla costa

BARI – Idroambulanze, idromoto e personale altamente specializzato, localizzati soprattutto in specchi di mare attualmente privi di qualsiasi misura di soccorso pubblico dedicato: questi gli elementi fondanti il sistema di emergenza sanitaria in mare, all'avanguardia a livello nazionale, presentato dall’assessore alla Protezione Civile della Regione Puglia Fabiano Amati. Il sistema Emersanmare (Piano per l’Emergenza Sanitaria in Mare), che si colloca nell’ambito delle attività operative di Protezione Civile, integrandosi con altri sistemi di soccorso coadiuverà il lavoro delle capitanerie di porto rispondendo all’emergenza sanitaria in ambiente difficile ed ostile e sarà in grado di soddisfare la domanda di intervento sul territorio costiero e nelle aree di mare territoriale pugliese (fino a 12 miglia dalla costa) mediante l’istallazione di una rete di postazioni collegate direttamente dalle Centrali operative del 118 tramite sistemi di comunicazione fissi e mobili. Cambia, così, il concetto di territorio che va inteso non solo come territorio terrestre ma anche come territorio costiero e mare territoriale. Il Sistema si avvarrà non solo di mezzi e presidi di base specifici ma di risorse umane specializzate, indispensabili per la custodia e manutenzione di mezzi speciali e attive nella gestione di diversi tipi di emergenze: profughi, alluvioni, maxiemergenze in mare e nei porti, collisioni e ammaraggi aerei forzati, operazione di soccorso di massa; nel periodo estivo sono previsti interventi sulla costa per iperafflusso di bagnanti che popolano gli 800 chilometri di costa pugliese. Un altro punto di forza del Sistema sarà il raccordo e la sinergia tra la Centrale operativa 118, le strutture territoriali ed ospedaliere, con altre Centrali operative di altri Enti civili e militari, e la Capitaneria di porto/Guardia costiera.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Leave a Comment