Gita di gruppo. Ricovero di massa

Casarano. Circa 45 dei 100 studenti che hanno partecipato alla gita scolastica organizzata dal liceo scientifico “Vanini” sono finiti intossicati

CASARANO – E’ finita con un ricovero di massa il viaggio di istruzione di cinque classi del Liceo Scientifico “Giulio Cesare Vanini” di Casarano. Almeno 45 dei 100 studenti che partecipavano alla gita e tre docenti accompagnatori sono stati ricoverati presso gli ospedali romagnoli di Faenza e Cesena a causa di una gastroenterite da presunta intossicazione alimentare. Gli stessi malesseri sono stati avvertiti anche dagli studenti di due classi dell’Istituto Professionale per il Commercio di Galatone, in viaggio verso Vienna. Mercoledì sera, entrambe le comitive avevano consumato una cena, con lo stesso menù, in un albergo di Lèvico Terme, in provincia di Trento. Al viaggio di istruzione del “Vanini”, con destinazione Monaco di Baviera, cominciato una settimana fa, hanno partecipato le classi quinte sezioni A-G-H-E e la quarta L del “Linguistico”. In tutto 100 ragazzi, accompagnati da sei professori, divisi in due pullman. Il viaggio di ritorno verso casa era cominciato mercoledì ed era prevista una tappa in un albergo di Lèvico Terme, nota località turistica del Trentino. Qui la scolaresca consuma una cena a base di pasta al ragù, spezzatico con purè di patate, frutta e gelato al limone e fragola. Un’ora prima, lo stesso pasto era stato mangiato dalla comitiva di Galatone in gita di istruzione verso Vienna. L’ipotesi più accreditata è che la sostanza che ha intossicato le scolaresche fosse presente nel cibo proposto dall’albergo trentino. Ieri mattina, durante il viaggio di ritorno verso Casarano, quando i mezzi che li trasportavano viaggiavano in territorio dell’Emilia-Romagna, i ragazzi hanno cominciato ad avvertire i classici malesseri della dissenteria. Le soste dei pullman sono state sempre più frequenti finché uno degli autobus, verso le 11.30, ha fatto sosta in un’area di servizio presso Faenza. Qui la sosta è stata molto più lunga perché almeno tre ragazzi avevano manifestato problemi più seri, anche con vomiti e febbre. Vista la situazione piuttosto critica, i docenti hanno deciso di chiamare il 113. Una pattuglia della polizia, accertato lo stato della comitiva, avvertiva il “118”. I medici, arrivati alla stazione di servizio, resisi conto dello stato di salute dei ragazzi, avvertiva l’ospedale “Degli Infermi” di Faenza e disponeva il ricovero urgente di tre studenti. Il pullman, scortato dalla polizia, veniva veicolato verso lo stesso ospedale dove i medici avevano prontamente allestito un’equipe di dieci operatori sanitari, tra medici e infermieri, e una ventina di postazioni per affrontare l’urgenza. A 25 ragazzi e a due docenti con sintomi evidenti di dissenteria è stato predisposto il ricovero e sottoposti a esami completi. La prognosi varia dai cinque ai sette giorni secondo la gravità del caso. Per tutta la comitiva, inoltre, i sanitari hanno distribuito the e integratori. Anche sull’altro pullman del “Vanini”, che si trovava almeno una trentina di chilometri più avanti, nei pressi di Cesena, diversi studenti si sono sentiti male con gli stessi sintomi. Anche qui è intervenuta la polizia e il “118”. La procedura è stata la stessa. Almeno una quindicina di studenti e un docente sono stati ricoverati all’ospedale “Bufalini” della città romagnola e sottoposti agli esami del caso. // “Qui Faenza” Mentre parla al telefono con il cronista, il prof. Giuseppe Isernia è disteso su un lettino dell’ospedale “Degli Infermi” di Faenza e nell’avambraccio sinistro ha inserito un ago collegato a un flacone. E’ uno dei circa cinquanta ricoverati, tra gli ospedali di Faenza e Cesena, della comitiva del Liceo Scientifico “G. C. Vanini”. “I ragazzi hanno cominciato a sentirsi male quando eravamo vicino a Reggio Emilia-Modena – racconta il professore di matematica – poco prima, quando ancora la situazione era tranquilla, il nostro autista aveva ricevuto la telefonata del suo collega che trasportava la scolaresca di Galatone che avevamo incontrato in albergo”. “Voleva sapere – continua il docente – se qualcuno di noi aveva problemi di dissenteria perché diversi ragazzi di Galatone si erano sentiti male. In quel momento era tutto tranquillo, ma dopo un’ora circa anche i nostri ragazzi hanno cominciato ad avere i malesseri. Sia noi che la scuola di Galatone avevamo consumato, la sera prima, la stessa cena nell’albergo di Levico Terme”. Le ore successive sono state molto critiche per la comitiva: le soste per permettere ai ragazzi di andare in bagno sono state frequenti e la situazione diventava sempre più insostenibile. “Verso le 11 e mezza – continua il prof – abbiamo sostato nell’area di servizio di Santerno ovest, vicino a Faenza. C’erano un paio di ragazzi che erano in condizioni critiche, a parte un’altra ventina con i soliti dolori intestinali. E’ stato in quel momento che abbiamo deciso di chiedere aiuto e chiamare il 113”. Sul posto è arrivata una volante della polizia e, quando si è resa conto della situazione, ha chiamato il “118” e accompagnato il pullman in ospedale. “Siamo rimasti costantemente in contatto con l’altro pullman – continua il docente – e anche lì ci sono stati problemi. Stavano più avanti di noi e anche loro si sono prima fermati e poi hanno chiamato il 113”. “All’ospedale di Faenza sono stati molto efficienti – continua Isernia – era stata improntata un’equipe di dieci persone per affrontare l’emergenza. Al nostro arrivo era già tutti pronti sul da farsi. Ci hanno fatto tutti gli esami del caso e trattati benissimo. Non sappiamo ancora la causa dell’intossicazione. Stanno facendo tutti gli esami”. Essendo il docente accompagnatore si può immaginare l’ansia dei genitori. “Ho scaricato due batterie e cambiato tre telefonini per comunicare – scherza il docente – è normale che i genitori si preoccupino quando si tratta della salute dei loro figli”.

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