‘Un Consiglio ad hoc sul referendum di 12-13 giugno’

Casarano. La sollecitazione arriva da “Casarano 4 SI”, comitato referendario nato pochi giorni fa

CASARANO – Discutere in Consiglio comunale le tematiche dei referendum “per coinvolgere nel dibattito i casaranesi”. La sollecitazione parte dal Comitato referendario cittadino “Casarano 4 SI” che, in una nota diffusa ieri, auspica una convocazione ad hoc da parte del presidente dell’assemblea cittadina, Paolo Zompì. A pochi giorni dalla sua costituzione, il Comitato ha tenuto l’altro ieri la prima riunione programmatica ed organizzativa. Gli attivisti di “Casarano 4 SI” hanno deciso di sostenere le ragioni del “sì”, programmando una serie incontri, a partire da domenica 3 aprile, che si terranno in piazza San Giovanni. Sarà allestito un banchetto pubblico presso il quale i cittadini potranno ricevere le informazioni necessarie e discutere sui quesiti referendari. “Ci rendiamo conto – si legge nella nota – della difficoltà che il cittadino incontra nel comprendere la valenza strategica di questo referendum, a causa della volontà di una certa parte politica di oscurarla, estromettendo così l’elettore dal proprio diritto a scegliere per il bene comune”. Da qui nasce anche la sollecitazione alle “istituzioni della nostra città a favorire il coinvolgimento dei concittadini. In particolare, auspichiamo che se ne discuta in Consiglio comunale, luogo deputato a rappresentare la voce della comunità”. Per chi fosse interessato, la prossima riunione del Comitato è prevista questa sera (ore 19.30) presso il Sedile Comunale. Il Comitato referendario cittadino “Casarano 4 SI” – formato da Unione degli Studenti; Cgil; Federazione dei Verdi; Italia dei Valori; Pdci-Federazione della Sinistra; Partito Democratico; Sinistra Ecologia e Libertà – è nato con l’obiettivo principale di sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza di partecipare alla consultazione referendaria che si terrà il 12 e 13 giugno 2011. I quesiti referendari inerenti le tematiche dell'acqua, del nucleare e della giustizia. Nello specifico, i due quesiti sull'acqua hanno lo scopo di “contrastare l’accelerazione sulle privatizzazioni dei servizi idrici integrati (acquedotti e reti di distribuzione) imposta dal Governo attraverso il decreto Ronchi e di impedire di fare profitti sull’acqua in quanto bene comune più prezioso, indispensabile per la vita e quindi non consegnabile nelle mani del mercato”. Il quesito sul nucleare si propone di abrogare la norma per la realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare “in quanto inutile, costoso e soprattutto rischioso come la vicenda della centrale giapponese di Fukushima sta testimoniando”. Infine, il quesito sulla giustizia prevede l'abrogazione del cosiddetto “legittimo impedimento”, “legge ad personam voluta per proteggere il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, dai suoi processi”.

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