Maggioranza vs opposizione: lo scontro finisce in Prefettura

Lequile. I consiglieri di minoranza del gruppo “LeAli” hanno sottoposto al Prefetto, una lista di violazioni che l'Amministrazione avrebbe messo in atto, per impedire lo svolgimento della normale dialettica

E' stata sottoposta all'attenzione del Prefetto di Lecce, Mario Tafaro, la situazione, definita “di gravosa criticità” circa i rapporti tra l’Amministrazione di Lequile e i consiglieri di opposizione del gruppo “LeAli”. All'incontro hanno preso parte la deputata salentina del Pd, Teresa Bellanova, il responsabile Organizzazione della Segreteria provinciale del Ps, Alfonso Rampino, ed una delegazione dei consiglieri del gruppo “LeAli”. Secondo quanto riportato in unn comunicato del Pd, ai consiglieri di opposizione, sarebbe, di fatto, impedito l’esercizio dei poteri e delle funzioni attribuite dalla legge. Numerosi gli esempi che i consiglieri del Gruppo “LeAli” hanno riportato e che considerano palesi violazioni della normativa sull’accesso e dei diritti spettanti ai consiglieri. Sembrerebbe che l’elenco delle delibere adottate dalla Giunta Comunale non venga trasmesso al capogruppo da più di un anno, ciò in mancata ottemperanza alle vigenti disposizioni contenute nel Tuel (D.Lgs.267/2000). Inoltre, pare che da tempo non venga trasmessa copia delle delibere adottate dalla Giunta, nonostante espressa previsione in tal senso dello Statuto comunale e del Regolamento del Consiglio. Alle numerose richieste di ottenere copia delle delibere, l’Amministrazione comunale continua ad opporre resistenza, giustificando tale mancanza con la “circostanza” che l’Istituzione dell’Albo Pretorio on-line rende inutile la necessità di fornire copia cartacea degli atti deliberativi. Poiché, tuttavia, questi rimangono disponibili sul sito del Comune solo per il tempo di pubblicazione, vale a dire 15 giorni, di fatto accade che della gran parte dei provvedimenti i consiglieri non abbiano sicura e sistematica conoscenza. Ai consiglieri del Gruppo sembrerebbe, inoltre, essere interdetto l’accesso al registro del Protocollo Generale. Le numerose richieste di accesso fino ad oggi presentate, dagli stessi consiglieri di minoranza, sono state ritenute inidonee perché considerate “generiche”. Di contro è stata evidenziata la necessità, ai fini dell’accesso al protocollo, di indicare gli estremi identificativi degli atti e documenti che si chiedono in visione ed eventualmente in copia. I consiglieri di minoranza, dunque, rimangono in tal modo completamente ignari di tutte le più importanti questioni della vita amministrativa, delle esigenze dei cittadini e dei rapporti dell’Amministrazione Comunale con altri Enti ed Istituzioni. In tale contesto verrebbe, inoltre, ripetutamente violato il diritto dei consiglieri, garantito dalle norme di legge, statutarie e regolamentari, di avere a disposizione tutti gli atti relativi alle proposte di deliberazione portate al consiglio comunale almeno tre giorni prima della convocazione, termine temporale che sembrerebbe non essere mai rispettato. Ed inoltre, sembrerebbe che la Presidenza del Consiglio Comunale sia molto spesso “latitante” ed inidonea a garantire il sereno e ordinato svolgimento delle sedute e delle discussioni, turbate dal comportamento di qualche elemento di disturbo che impedisce la libera espressione dei consiglieri di minoranza ed offende la dignità del consiglio. Nel ripetersi di siffatti comportamenti, pare inoltre, che il Sindaco -Presidente del Consiglio non abbia ritenuto di esercitare i poteri ad esso riconosciuti dalla legge e dal regolamento, tanto che in più di un’occasione i consiglieri di minoranza sono stati costretti a abbandonare l’aula. Queste violazioni riportate brevemente, sommate ad altre, rischiano di minare il ruolo e le funzioni istituzionali dei consiglieri comunali ed in particolare quelli di minoranza. Il Prefetto si è dichiarato disponibile ad approfondire le problematiche esposte cercando di promuovere, tra l'altro, un incontro con il Sindaco e la maggioranza del Comune di Lequile. Un incontro che i consiglieri del gruppo “LeAli” hanno accettato di attendere prima di intraprendere ulteriori iniziative a tutela dei propri diritti democratici.

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