Malasanità in Puglia. Inchiesta su due morti

Gli episodi si sono verificati a Gallipoli e Acquaviva delle Fonti. La Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori in campo sanitario chiede una relazione all'assessore regionale Fiore

Una relazione su due recenti presunti casi di errori sanitari in Puglia è stata chiesta all'assessore regionale Tommaso Fiore dal presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali, Leoluca Orlando. Il primo episodio riguarda Daniele Campo, di 35 anni, (la sua vicenda è raccontata qui) morto per infarto dopo che nell'ospedale di Gallipoli gli era stata diagnosticata una patologia di natura ortopedica. Il secondo è relativo alla morte di Filippo Di Palma, di 47, dopo un intervento nell'ospedale di Acquaviva delle Fonti (Bari). “Ancora una volta – dice il coordinatore regionale della 'Puglia prima di Tutto', Salvatore Greco, la Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori in campo sanitario torna a occuparsi di casi sospetti di malasanità in Puglia, e questo significa che la nostra regione conferma anche per questo 2011 il drammatico primato di un caso ogni mese contro una media nazionale che lo scorso anno si è attestata su un caso ogni tre mesi: numeri che devono indurre a una riflessione urgente la giunta e tutto il Consiglio regionale” “È inconcepibile – sostiene il consigliere – che i morti per malasanità in Puglia siano il triplo rispetto al resto del Paese, in una regione che sotto la guida di Vendola è assurta agli onori della cronaca nazionale per l'altro triste primato dei morti di Castellaneta, non essendo mai successo prima che morissero insieme così tanti pazienti per un 'errore' solo”. “Aldilà delle polemiche sui tagli e sul Piano di rientro – prosegue l'esponente del centrodestra – urge fermarsi a riflettere sulle cause per cui si verificano così tante morti sospette, perché non essendo immaginabile e nemmeno ipotizzabile la scarsa qualità del personale medico e paramedico pugliese, che anzi registra molti esempi di eccellenza, dev'esserci qualcosa che rende inefficace il nostro servizio sanitario, probabilmente nelle condizioni in cui i sanitari operano”. “Mi auguro – conclude Greco – che si avvii subito una riflessione e si trovino cause e soluzioni perché non accada più o almeno non così frequentemente che un cittadino si presenti in un ospedale della regione per essere curato e non ne esca vivo”.

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