Via Tagliamento: 'i locali ai disabili'

Casarano. Lo chiede Riso (Uil Fpl) di fronte alla possibilità che il Comune destini le strutture a Centro di accoglienza e interparrocchiale

Mario Riso, responsabile del Dipartimento Contrattazione Uil Pfl – Asl di Lecce, chiede all'amministrazione comunale di Casarano se intende procedere alla concessione dei propri locali, siti in via Tagliamento, per la istituzione di un “non ben definito Centro di prima accoglienza e Centro interparrocchiale”. “Va detto, tuttavia – scrive Riso – che nel nostro Comune ben altre sono le priorità sociali che dovrebbero essere affrontate con serietà e competenza, prima fra tutte l’assistenza socio – sanitaria alle persone diversamente abili e alle loro famiglie e non sono poche. Ciò in considerazione che la stessa struttura già in passato è stata utilizzata a tale scopo, anche se poi fu dismessa da parte dell’allora amministrazione con decisione del tutto ingiustificata che, non solo privò di una umana assistenza gli aventi bisogno, ma causò notevoli disagi morali e materiali ai familiari degli stessi, alcuni dei quali costretti a rivolgersi successivamente a strutture di paesi limitrofi. Solo chi vive tale drammatica situazione può capire. Evidentemente è destino che in questo nostro Comune le ultime giunte di cosidetto centro sinistra debbano eludere sistematicamente con noncuranza e superficialità, per non dire con incoscienza, aspetti di gravi situazioni sociali. I ragazzi diversamente abili di Casarano chiedono uno spazio per socializzare, con l’aiuto del personale preposto, della Asl, del Comune nonché dei genitori volontari, nonostante tutti i loro problemi. Pertanto questo sindacato, nel chiedere un incontro aperto a tutte le parti sociali e alle famiglie interessate, auspica che codesta amministrazione valuti, lasciando da parte meri calcoli elettorali, la opportunità e la necessità di destinare la struttura di via Tagliamento alla sua funzione originaria di centro di accoglienza e assistenza delle persone diversamente abili casaranesi, mediante l’apporto dei servizi socio – sanitari del Comune e della Asl”.

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