L'odissea di Doudou, 'abbandonato dalla sanità'

Lecce. E' la denuncia di Stefania Epifani, amministratore di sostegno del giovane senegalese che la Asl di Lecce ha dimesso da “Villa Verde” e trasferito a Campi. Dove, secondo la Epifani, sono cominciati i guai

Si torna a parlare Doudou Bakayoko, un ragazzo senegalese che, lo scorso giugno, fu ricoverato al “Vito Fazzi” di Lecce, per aneurisma celebrare. “Oggi – denuncia Stefania Epifani, amministratore di sostegno del giovane – Doudou è stato abbandonato dalla sanità”. “Dopo la sua degenza prima nella rianimazione e poi in terapia intensiva della clinica 'Villa Verde' (dove è stato assistito e curato in modo eccellente progredendo giorno per giorno)”, la Epifani racconta di aver ricevuto ricevuto una telefonata, verso la metà del mese di febbraio, da parte del Direttore del distretto Asl “che mi comunicava le dimissioni di Bakayoko e mi invitava a una riunione nei loro uffici siti nel vecchio “Vito Fazzi”. “Durante la riunione – prosegue – mi è stato riferito che una commissione di specialisti aveva deciso che il posto giusto per Bakayoko doveva essere un Rsa individuata nel San Raffaele di Campi Salentino. Ho mostrato subito le mie perplessità di fronte a tale notizia, ma sono stata rassicurata dagli stessi che sarebbe stato ben curato e ben assistito. Sono andata a visitare il posto ma ho capito subito che non era come dicevano loro, addirittura mancavano tutti gli ausili per la sopravvivenza dello stesso, niente aspiratore in quanto il paziente è dotato di tracheostomia, niente macchina per l'alimentazione artificiale niente di niente. Dopo avere comunicato tutto ciò alla Asl, ancora una volta sono stata rassicurata sui fatti, e hanno provveduto a concedermi, in comodato d'uso, tutti gli ausili che ho consegnato alla cooperativa San Raffaele”. “Il 25 febbraio – riferisce ancora la Epifani – Doudou è stato trasferito a Campi, in un corridoio, insieme a tantissimi anziani, senza più alcuna prevenzione nei suoi confronti. Fino a qualche ora prima, invece, nella clinica 'Villa Verde', per poterlo visitare, si entrava in stanza, con calzari e mascherina. Mi è stata fatta subito richiesta di una sedia a rotella perchè loro non disponevano di quest'ultima. Mi sembrava un incubo, ma non era finita lì. Le medicine non venivano date, ma dovevamo essere noi a provvedere facendole prescrivere dal medico di famiglia, prenderle in farmacia e portarle. Sul posto un unico medico, solo qualche ora di mattina e poi solo un infermiere. Ho notato, dopo pochi giorni, che Doudou aveva la febbre, ma mi è stato detto che in un soggetto simile era normale e che comuqnue sarebbe andato il medico di famiglia a visitarlo. Quindi? Non era una continuità nelle cure sanitarie, ma gli avevano trovato solo un parcheggio, un letto a pagamento. Sì a pagamento, perchè stare lì costa 3.000,00 euro al mese di cui 2.000,00 pagati dalla Asl e 1000,00 dal paziente e, se non può come in questo caso, interviene il Comune con i servizi sociali. Ma Doudou non aveva bisogno di un letto. Lui, ancora in coma viglie, aveva bisogno di centri neurologici, ma non è stato così. Nel giro di 18 giorni, fino al 17 marzo scorso, giorno in cui sono stata chiamata da un'infermiera del Centro che mi comunicava che era stato male ed era stato portato via dal 118, Doudou aveva perso 12 kg di peso corporeo, dopo essere entrato in quel posto con 76 kg. Arrivato d'urgenza al 'Fazzi' con broncopolmonite acuta in evidente stato di disidratazione, calo del peso corporeo (64 kg) e, dalla schiena in giù, tantissime piaghe da decubito che non aveva all'uscita da 'Villa Verde'. Ho provveduto attraverso l'avvocato Salvatore Centonze a presentare un esposto denuncia alla Procura affinchè si faccia luce sul vissuto sanitario di questo ragazzo. Chiesto anche il sequestro delle cartelle cliniche. Sono rimasta molto perplessa nell'ascoltare, questa mattina, in tv, l'intervento del direttore della Asl, Franco Sanapo, che ha dichiarato che portare Doudou in quel centro per anziani era un atto dovuto. Ma, era un atto dovuto – mi domando – essersi preso una broncopolmonite perchè esposto a tutti i batteri?. Un atto duvuto affinchè perdesse 12 kg e arrivasse d'urgenza al 'Fazzi' con broncopolmonite, dove ora è ricoverato in rianimazione a rischio di vita? Un atto dovuto riempirsi in 18 giorni di piaghe da decubito? Mi rivolgo al presidente della Regione, Nichi Vendola. E' a lui che chiedo aiuto; è a lui che chiedo di intervenire in questa brutta storia, affinchè quando Doudou, speriamo, si riprenderà, possa ancora trovare posto in reparti come quello di 'Villa Verde' per essere curato e non parcheggiato”.

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