Lavoro nero e caporalato. Le proposte del Pd

Lecce. Durante una conferenza stampa, Antonio Maniglio e Teresa Bellanova presentano tre iniziative a livello regionale

Le notizie di questi giorni, sulle disumane condizioni di lavoro degli immigrati impiegati dalla ditta spagnola Tecnova che monta pannelli del fotovoltaico a Lecce e Brindisi, descrivono una delle pagine peggiori dello schiavismo e del caporalato agricolo in Puglia e nel Salento. “Ecco perché – ribadisce il vice presidente del consiglio regionale del Pd, Antonio Maniglio – è indispensabile una più determinata battaglia per colpire imprenditori senza scrupoli e faccendieri comunque mascherati che fanno scempio del nostro territorio e dei diritti dei lavoratori. Utilizzare immigrati, senza riconoscere loro alcun diritto, comporta un altro danno per il Salento: si sottrae lavoro che, nel rispetto delle leggi nazionali e regionali, dovrebbe essere effettuato da lavoratori salentini, per cui il nostro territorio – al di là della propaganda – rischia di essere invaso da una proliferazione di impianti che deturpano il nostro paesaggio senza dare alcun vantaggio in termini di lavoro e occupazione”. Alla luce di questo quadro di illegalità si propongono, a livello regionale, le seguenti iniziative: a) Una riunione urgente, convocata e presieduta da Vendola, con tutti gli enti impegnati a combattere il lavoro nero per definire indicazioni più stringenti per colpire abusi e illegalità; l’approvazione di norme più vincolanti per tutti, a cominciare dagli stessi Comuni, al fine di seguire l’iter e la realizzazione degli impianti in tutte le fasi, rafforzando la fase del controllo e del monitoraggio costante. b) Modifica e integrazione della legge regionale 28/2006 (“Disciplina in materia di contrasto al lavoro non regolare”) (in allegato) prevedendo, oltre alla revoca dei finanziamenti eventualmente concessi, anche quella delle autorizzazioni sia regionali che comunali. c) Approvare in Consiglio Regionale la proposta di legge 1220 (prima firmataria l’on. Bellanova) (in allegato) che introduce il reato penale di sfruttamento dell’attività lavorativa, con particolare riferimento ai lavoratori irregolarmente presenti sul territorio nazionale, e coinvolgere almeno altre quattro regioni a fare altrettanto e a smuovere l’inerzia della maggioranza che sul tema, come è noto, non ha mostrato alcuna volontà politica positiva. Presente, in conferenza, anche la deputata salentina del Pd, Teresa Bellanova che, solo poco tempo fa, ha interrogato il Governo a seguito dell'episodio di sfruttamento denunciato da 9 operai africani, nei campi di istallazione di pannelli fotovoltaici del Salento, chiedendo di fare chiarezza sulla vicenda. “Esistono già due proposte di provvedimenti normativi in materia, presentate da me e da altri” dice la Bellanova. C'è poi un progetto di legge che giace dimenticato in Parlamento da maggio 2008 e che propone l'istituzione del reato penale di grave sfruttamento dell’attività lavorativa, nonché interventi per contrastare in particolare lo sfruttamento di lavoratori irregolarmente presenti sul territorio nazionale. Esiste poi un emendamento (in allegato) alla cosiddetta Legge Comunitaria 2010 che si ripropone, da un lato, di favorire l'emersione del lavoro nero e dall'altro di tutelare quei lavoratori maggiormente esposti a rischi. Emendamento però che è stato bocciato dalla maggioranza, sia in Commissione Lavoro che in quella che si occupa delle Politiche Comunitarie. Occorre infatti ricordare che i lavoratori immigrati che denunciano lo sfruttamento rischiano di incorrere nell'espulsione, prevista dalle norme sull'immigrazione, ed in questo modo perdere anche ogni possibilità di far valere i propri diritti relativamente alle retribuzioni ed alle contribuzioni previdenziali maturate. A maggio 2010, va ricordato, si concluse in Commissione Lavoro della Camera, un'indagine conoscitiva su questi fenomeni che evidenziò, in maniera unanime, l'utilità di questo tipo di provvedimenti. “Ritengo – conclude la deputata – sia un dovere della politica essere conseguenti alle parole con i fatti. Per questo motivo chiedo a tutte le forze politiche, che in questi giorni si stanno giustamente sollevando a proposito di quanto emerso nelle campagne salentine, di adoperarsi affinché venga accolto l'emendamento comunitario, che sarà nei prossimi giorni sottoposto all'esame delle Camere. E chiedo inoltre di impegnarsi affinché venga calendarizzato al più presto anche l'esame del progetto di legge sull'istituzione del reato penale di sfruttamento del lavoro, a tutela dei lavoratori sia extracomunitari che italiani sottoposti all'estorsione di condizioni incivili di prestazione della propria opera”.

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