Carcere di Lecce: 'Giornata della poesia'

L’evento, che ha coinvolto i detenuti, si colloca tra le strategie attuate per il rafforzamento dei percorsi di formazione nell’Istituto

“Poiché le guerre nascono nelle menti degli uomini, è nelle menti degli uomini che devono essere costruite le difese della pace” (cit. Costituzione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura – Unesco). Con l’ascolto rigorosamente in piedi dell’inno di Mameli e con la lettura della frase di apertura della Costituzione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (Unesco) approvata il 16 novembre 1946 si è concluso l’intervento di Pina Catino, Presidente del Club Unesco di Bisceglie, durante la manifestazione per la “Giornata Mondiale della Poesia”- Poesia e Diritti Umani con i detenuti della Casa Circondariale di Lecce, organizzata lunedì 21 marzo 2011, alle ore 16 presso la Casa Circondariale di Lecce. Un intervento che ha sottolineato il valore intrinseco alla realizzazione di tale evento all’interno di un contesto così particolare come la Casa Circondariale. Per la prima volta quest’anno, a Lecce così come in diverse parti del mondo, la Giornata Mondiale della Poesia, istituita dalla XXX Sessione della Conferenza Generale Unesco nel 1999 e celebrata per la prima volta il 21 marzo seguente, è stata organizzata in collaborazione con associazioni e istituzioni che si occupano a diversi livelli di diritti umani, importante ambito di intervento dell’Unesco. A Lecce, le associazioni e le istituzioni che hanno curato, organizzato e patrocinato la manifestazione sono state diverse, a testimonianza della sensibilità esistente sul nostro territorio riguardo al tema della salvaguardia, tutela e riconoscimento dei diritti umani: la Regione Puglia – Presidenza del Consiglio, la Città di Bisceglie, il Comune di Lecce, il Comune di Zollino, l’associazione Italoellenica di Lecce, l’associazione di volontariato carcerario “Comunità Speranza”. Prima fra tutti la Casa Circondariale che ha non solo aperto la sala teatro del proprio istituto alla manifestazione, ma ha voluto creare una forte connessione tra poesia e vita detentiva invitando gli ospiti dell’istituto a scrivere componimenti. Testi che parlano di sofferenza, di privazione, parole attraverso le quali si libera la riflessione sulla propria condizione, quella ritrovata sensibilità introspettiva che solo l’arte è capace di esprimere. L’arte che sa arrivare fino in fondo ai pregiudizi, sradicarli e lasciare uno spazio vuoto da riempire con nuovi pensieri, valori, emozioni, quelli che sono alla base dell’edificazione di una società inclusiva e rispettosa delle diversità. Per la Casa Circondariale, l’evento si colloca tra le diverse strategie attuate per il rafforzamento dei percorsi di formazione all’interno dell’istituto. “I percorsi scolastici ed universitari sono sostenuti e favoriti all’interno di questo istituto” interviene la dott.ssa Anna Rosaria Piccinni direttore della Casa Circondariale di Lecce durante i saluti delle autorità. “Ciò ha portato, proprio in questi giorni, al conseguimento della laurea in Management finanziario da parte di un detenuto del circuito di Alta Sicurezza. Consapevoli di quanto siano importanti momenti di contatto con l’arte, la poesia e la scrittura nei percorsi di crescita e di evoluzione degli individui non potevamo che accogliere con entusiasmo l’invito rivoltoci dai Club Unesco di Lecce e Bisceglie e dal Gruppo Euterpe 2010.” Durante il suo intervento il Direttore della Casa ha aggiunto che tutti i detenuti che hanno partecipato all’iniziativa con i propri componimenti riceveranno un premio speciale: un permesso di colloquio da trascorrere con la famiglia. “Questo” ha aggiunto la dott.ssa Piccinni, “allo scopo di facilitare lo scambio con parenti e, soprattutto, con i più piccoli, tra i primi a risentire della detenzione dei familiari”. A seguire l’intervento del Presidente del Club Unesco di Bisceglie, Pina Catino, che ha ricordato come negli anni l’Unesco ha voluto dedicare la “Giornata Mondiale della Poesia” all’incontro tra le diverse forme della creatività, affrontando le sfide che la comunicazione e la cultura attraversano in questi anni. Tra le diverse forme di espressione, infatti, ogni società umana guarda all’antichissimo statuto dell’arte poetica come ad un luogo fondante della memoria, base di tutte le altre forme della creatività letteraria ed artistica. La data, che segna anche il primo giorno di primavera, riconosce all'espressione poetica un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo e della comprensione interculturale, della diversità linguistica e culturale, della comunicazione e della Pace. L'Unesco, che si prefigge di diffondere Valori, Conoscenze e Stili di Vita orientati al rispetto del bene comune nonché a valorizzare il ruolo dell'Educazione nella diffusione di Valori e competenze, ha voluto per questo motivo dedicare la giornata all'incontro tra le diverse forme di creatività. La musica, il teatro, la poesia: grazie alla collaborazione con il “Gruppo Euterpe 2010” diretto da Zaccaria Gallo, con il sottofondo delle canzoni di De Andrè, la manifestazione ha così offerto l'opportunità di far interagire i detenuti con esperti in espressione poetica e teatrale, allo scopo di contribuire a ridurre il divario tra l'esistente e l'auspicabile. A declamare i componimenti poetici dei detenuti gli stessi autori coadiuvati dal gruppo con le voci recitanti di Felice Altomare, Natale Buonarrota, Enzo Ciani, Lucrezia Dell'Olio, Sabino de Tullio, Elisabetta Mastrototaro, Rosa Maria Murolo, Antonio Todisco ed i musicisti M° Andrea Gallo, Vittorio Gallo, Gino Portoghese, Enzo Russo (UTO) e Maurizio Vurchio. A chiusura della parte dedicata ai saluti e ai ringraziamenti delle autorità le parole di Zaccaria Gallo, curatore artistico della manifestazione: “Dopo il freddo, il grigiore e l’isolamento dell’inverno con il primo giorno di primavera ritorna il calore, la rinascita, l’attesa. Inverni e primavere si susseguono in natura come nell’esistenza umana. Alla poesia la funzione chiave di aprire la mente al calore di una nuova stagione di vita e speranza”. E le note di De Andrè insinuatesi dolcemente tra i blocchi e tra le sbarre.

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