Ecomusei, i luoghi all'aperto della coscienza

San Vito dei Normanni. Riunione dei sindaci dei Comuni coinvolti nel progetto “Mappe di comunità del Salento”. Obiettivo: potenziare e diffondere la formula ecomuseale

I sindaci di Alessano, Botrugno, Cavallino, Neviano, Vernole e San Vito dei Normanni si riuniranno domani per definire le iniziative da realizzare nell'ambito di “Mappe di comunità del Salento”. Il progetto risale a due anni fa e coinvolge i 6 Comuni appartenenti al Sesa (Sistema ecomuseale del Salento) che sottoscrissero, con la Regione Puglia e l'Università del Salento, un protocollo d'intesa per dar vita a esperienze di valorizzazione e conoscenza del paesaggio e per sensibilizzare la società contemporanea sul tema della conoscenza e dell’educazione al patrimonio locale al fine un effettivo miglioramento della qualità della vita delle singole comunità, in attuazione della Convenzione europea del Paesaggio nell'ambito del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale. L’incontro si svolgerà presso il Municipio di San Vito dei Normanni (ente capofila del progetto) e avrà una finalità operativa: progettare il potenziamento e la diffusione della formula ecomuseale. La mappa degli ecomusei nel Salento, può essere visitata cliccando qui. Nello specifico, i Comuni coinvolti nel progetto sono: • BotrugnoEcomuseo UrbanoNevianoEcomuseo delle serre salentineCavallinoMuseo Diffuso storico ambientaleSan Vito dei Normanni – Museo Diffuso Castello d'Alceste • AlessanoCentro di educazione ambientale del Massarone • Tuglie – Ecomuseo delle serre salentine – 2^ antenna culturaleAcquarica (fraz. di Vernole)Ecomuseo dei Paesaggi di Pietra In merito all'Ecomuseo dei Paesaggi di Pietra, la sua inaugurazione (11 dicembre 2010) fu accompagnata dalla protesta degli ambientalisti per l'Autorizzazione Unica concessa dalla Regione Puglia alla Tarifa Energia Srl, per costruzione ed esercizio di un maxi impianto di produzione di energia elettrica da fonte eolica della potenza di 22 Mw, per ben 11 mega torri d'acciaio e pale rotanti, ben più alte di 100m (e opere e infrastrutture connesse come “cavidotti, elettrodotti, cabine di trasformazione, strade, sbancamenti, sradicamenti di alberi, spiegamenti, cementificazioni, trincee di scavo di chilometri e chilometri”) da realizzarsi nei territori di Castrì di Lecce e Vernole, cioè le zone attigue all'Ecomuseo. Si chiedevano gli ambientalisti “i cittadini, le stesse persone, che con amore si sono dedicate e si stanno dedicando al progetto del museo del paesaggio, sono state messe al corrente di questa assurda contraddizione in termini?. Un altro ecomuseo in Puglia, che rischia di diventare, ancor prima di nascere, (o forse è stato patrocinato dalla Regione Puglia con quell'intento velato), una tomba, luogo intellettuale della memoria, del ricordo, muro del pianto del bel paesaggio naturale e rurale, che nei prossimi mesi sarà devastato, stuprato, violato, snaturato, industrializzato fino all'inverosimile, da iniziali 11 mega-torri eoliche d'acciaio ben più alte di 100m, in un territorio quasi totalmente pianeggiante”. L'”accostamento” stride ancor più se si pensa al valore attribuito dalla Regione Puglia, ai fini della gestione del Pptr (Piano Territoriale Paesaggistico della Regione Puglia) agli ecomusei. Nella delibera di Giunta del 26 ottobre scorso, si sottolinea come, queste strutture favoriscano la crescita della coscienza di luogo e dei saperi esperienziali locali; contribuiscano alla crescita delle conoscenze del paesaggio e delle culture tradizionali agricole, artigiane artistiche locali, dei beni culturali; svolgano attività di promozione culturale, informativa e progettuale e favoriscano l’evoluzione del turismo verso una ospitalità turistica consapevole e di scambio fra culture. Soprattutto, le mappe di comunità, sono assunte come strumento di crescita della “coscienza di luogo” attraverso la partecipazione degli abitanti alla costruzione di rappresentazioni “dense” dei valori patrimoniali, territoriali e paesaggistici.

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