Beccato a spacciare, finisce in manette

Alessano. L’uomo era solito dare appuntamento ai suoi acquirenti alle spalle del campo sportivo. I carabinieri lo hanno atteso lì

Per spaccio di sostanze stupefacenti, è stato arrestato ieri ad Alessano, Maurizio Calati, 43enne, gravato da precedenti di polizia. Secondo le notizie raccolte dai carabinieri della stazione di Tricase, l’uomo era solito dare appuntamento ai suoi acquirenti alle spalle del campo sportivo di Alessano, in una zona isolata che riteneva essere al sicuro dai controlli dei militari. E' stato così predisposto un appostamento. Alle 21 circa, i militari hanno visto arrivare un Ape Piaggio, con a bordo una sola persona, nota come assuntore abituale di stupefacenti. Il mezzo, raggiunto il posto indicato, si è fermato e il suo conducente è rimasto all’interno dell’abitacolo in attesa. Trascorsi un paio di minuti, proveniente da Tricase, è arrivato sul posto proprio Calati con il suo fuoristrada. L’autovettura si è fermata accanto al motofurgone e i due conducenti hanno parlato per alcuni istanti e poi si sono scambiati qualcosa e sono subito ripartiti prendendo le direzioni di provenienza. Percorsi pochi metri, i due mezzi sono stati fermati da un’autoradio dell’Aliquota Radiomobile e da una pattuglia della Stazione di Specchia. Veicoli e conducenti sono stati accuratamente perquisiti. All’interno dell’Ape Piaggio, i militari hanno rinvenuto, nascosto sotto il manubrio, un involucro di cellophane contenente quattro grammi di eroina che il conducente ha spontaneamente dichiarato di aver acquistato da Calati dietro il corrispettivo di 170 euro. All’interno del fuoristrada, invece, i militari non hanno rinvenuto alcuna sostanza stupefacente ma, nel portafogli di Calati, c’erano una banconota da 100 una da 50 e una da 20 euro, poco prima consegnategli dal suo acquirente. Maurizio Calati è stato quindi dichiarato in arresto e portato in carcere a Lecce.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!