Al Sud boom di baby 'capitani'

Secondo l’Osservatorio Confartigianato sull’Imprenditoria Giovanile sono 647.399 gli under 40 alla guida delle piccole imprese. In Puglia la crescita del numero di giovani imprenditori è del 7,3%. Si registra più coraggio nelle aree in difficoltà

Nella hit parade delle regioni d'Italia in cui i giovani usufruiscono delle condizioni più favorevoli per l’avvio di attività imprenditoriali, ci sono, in testa, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Umbria e la Provincia autonoma di Trento. La classifica è stata stilata dall'Ufficio Studi di Confartigianato e presentata all'Assemblea Nazionale dei Giovani Imprenditori di Confartigianato, lo scorso fine settimana. La voglia di “fare impresa” non manca, ma le condizioni sì. Almeno a Sud. “Maglia nera” per la Sicilia, seguita a breve distanza da Campania, Calabria, Sardegna e Molise. I motivi sono noti: scarsità di infrastrutture, gap competitivi “in avvio” e mancava di capitale privato che voglia investire con possibilità quasi e di di crescere e internazionalizzarsi. Ma, nonostante ciò, è il Mezzogiorno, nel 2010, a far registrare la crescita più consistente del numero di giovani artigiani: +8,9%. Segue il Nord Ovest dove la crescita è stata del 6,6%. Chiudono il Centro ed il Nord – Est, con più modesti 2,9% e 1,8%. Mettersi in proprio, probabilmente, è scelta anti – crisi per i giovani, che preferiscono non attendere riforme strutturali e modelli di sviluppo generati dalla politica. La Puglia, nell'elenco degli imprenditori con meno di 40 anni, è passata da 30.929 “giovani capitani” del 2009 ai 33.176 del 2010 (+ 2.247), con una variazione percentuale del 7,3%. Sul fronte istituzionale, la Regione ha varato il “Piano straordinario per il Lavoro” con una cabina di regia condivisa dai sindacati. Previsti 340 milioni di risorse rivolti a 52.035 potenziali destinatari. In particolare alla nuova occupazione sono riservati 269,8 milioni di euro (per 38.335 nuovi posti di lavoro), mentre per la salvaguardia dell'occupazione i milioni di euro impiegati sono 70.9 (per 13.700 potenziali fruitori). Sempre a Sud, nel Molise, la variazione di crescita è del 2,7%, in Sardegna del 3, in Sicilia dell'11, in Campania del 10,3% e in Calabria del 19. La classifica delle regioni con il maggior numero di artigiani under 40 è guidata dalla Lombardia (120.094 imprenditori, pari al 18,5% del totale dei giovani artigiani). Seconda posizione per il Veneto (64.923 imprenditori, pari al 10,3% del totale) e terzo posto all’Emilia – Romagna (64.130 imprenditori, pari al 10%). Questi dati collocano l’Italia al primo posto in Europa per numero di imprenditori e lavoratori autonomi tra i 15 e i 39 anni. Una leadership confermata dal peso degli imprenditori under 40 sul totale degli occupati della stessa classe di età: 19,8%, una percentuale quasi doppia rispetto alla media europea. Secondo Confartigianato, il 43,2% dei giovani imprenditori artigiani è attivo nel settore delle costruzioni e il 22,1% nelle attività manifatturiere; questi due comparti, insieme, assorbono quasi i due terzi dell’imprenditoria artigiana giovanile (65,4%). Il resto dei giovani artigiani è in prevalenza a capo di imprese attive nei servizi (12,7%), nel commercio all'ingrosso e al dettaglio e nella riparazione di autoveicoli e motocicli (5,1%) e nel trasporto e magazzinaggio (4,9%). Sono proprio le costruzioni ad aver fatto registrare il maggiore aumento di giovani imprenditori nel corso del 2010: +20,1%. Invece il manifatturiero si conferma il segmento produttivo che più stenta a riprendersi dai duri colpi della crisi: lo scorso anno i giovani imprenditori artigiani impegnati in queste attività sono diminuiti del 14,4%. La fotografia scattata da Confartigianato mette a fuoco i dettagli delle attività nelle quali si registra un forte incremento dei giovani imprenditori artigiani. I lavori di costruzione specializzati (che comprendono ad esempio Demolizione e preparazione del cantiere edile, Installazione di impianti elettrici e idraulici e Completamento e finitura di edifici) nel 2010 vedono una crescita del 27,2%. Aumenti superiori al 50% anche nelle attività di produzione di software, consulenza informatica e attività connesse (1.082 giovani imprenditori in più) e nei servizi di ristorazione (ben 10.039 giovani imprenditori in più). Sul fronte opposto, i cali maggiori si registrano nelle attività manifatturiere del legno, mobili, carta e stampa (- 20,7%), del tessile e abbigliamento (- 15,1%), della lavorazione metalli (-3,6%), degli alimentari e bevande (- 3,4%).

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