Area Vasta. De Masi e Fitto replicano a Venuti

I sindaci di Casarano e Maglie, rispondono all'ex primo cittadino sulla gestione dei finanziamenti

I sindaci di Casarano, Ivan De Masi, e di Maglie, Antonio Fitto, rispondono alla dura analisi dell'ex sindaco di Casarano, Remigio Venuti, sulla gestione dell'Area Vasta. “A che punto è Area Vasta Sud Salento?”, aveva chiesto Venuti. E quanto è stato speso dei 33 milioni che De Masi ha ricevuto in “eredità” per la gestione dell'Area Vasta dal suo predecessore? Per Venuti, c'è il rischio che investimenti previsti nel 2007 vengano realizzati in ritardo o non realizzati affatto, determinando ritardi che, combinati “con una cattiva e frettolosa progettazione degli interventi, determinerà sicuramente un basso valore aggiunto alla crescita del Salento, soprattutto in termini di infrastrutture e posti di lavoro”. Eppure, la situazione sarebbe difficile, ma non irrecuperabile. La condizione sarebbe la sostituzione degli amministratori che oggi si trovano ai vertici dell'Area. Alcuni passaggi dell’intervento di De Masi e Fitto Venuti ha parlato, senza mezzi termini, di “un arresto totale del programma strategico di Area Vasta”, attribuendo ciò alla “gestione Fitto – De Masi” e alla “sostituzione completa delle figure professionali formate nella precedente esperienza di programmazione con altre di ‘propria fiducia', coordinate dal nuovo responsabile Cosimo Casilli“. 

 Innanzitutto occorre ricordare che, da quando è stata nominata la nuova struttura tecnica, vale a dire dai primi di agosto 2010, con il coordinamento di Cosimo Casilli, non solo si sono ottenuti ottimi risultati, ma si è lavorato in maniera trasparente e condivisa con l'intera cabina di regia. (…) In totale Casilli ha rivestito la carica di coordinatore per circa 6 mesi. In questi sei mesi, che sembrano la causa di tutti i mali e dell'immobilismo della struttura di Area Vasta, sono invece stati raggiunti importanti risultati, contrariamente a quanto affermato da Venuti. Venuti ritiene che il programma redatto sotto la sua amministrazione “approvato con riserva nella relazione Vas” sia stato “sostanzialmente bocciato nella fase di approvazione finale”. Se dei ritardi ci sono stati, non possono che essere ascritti a chi, avendo una memoria storica, era stato incaricato di seguire le ultime fasi. Nonostante ciò, nel verbale del Nucleo di valutazione in merito al Piano strategico territoriale si legge che lo stesso Nucleo “esprime parere positivo in ordine alla rispondenza della versione definitiva del Piano strategico dell'Area Vasta Sud Salento Salento2020 con le precisazioni e le evidenziazioni di cui in motivazione”. Il 10 dicembre 2010, alla presenza dei sindaci Fitto e De Masi e di tutto il gruppo tecnico il dirigente dello Sviluppo economico, dott. Pellegrino, ha definito la procedura adottata come una pratica di eccellenza e la VicePresidente si è impegnata ad un ulteriore finanziamento per Area Vasta Salento 2020 dopo aver superato le possibili resistenze da parte delle altre Aree Vaste. 

 Ciò porterà, se la Regione dovesse accogliere la proposta fatta propria dalla VicePresidente e dalla struttura regionale per lo sviluppo economico, ad un intervento di efficientamento energetico per ogni Comune, per una somma ancora non quantificata, ma superiore ai 24 milioni di euro. I tempi dell'intervento, come è chiaro, non dipendono da Area Vasta ma dalle decisioni regionali. 

 

 Per chiudere, sottolineiamo che già da tempo i rappresenti istituzionali regionali, anche pubblicamente, hanno sollevato perplessità riguardo il sistema delle Aree Vaste. In questo senso sarà nostro dovere svolgere una pressante azione per avere la possibilità di improntare un confronto tra le Aree Vaste e la Regione. È del tutto evidente, quindi, che il destino delle Aree Vaste è strettamente legato alla valutazione della Regione. 21 febbraio 2011 – Venuti: ‘Fitto – De Masi fanno fallire Area Vasta’ Guarda ad oggi, Remigio Venuti, ex sindaco di Casarano e intanto guarda indietro. Agli anni in cui era alla guida della città. Guarda e si chiede che cos’è rimasto, oggi, della “sua” Area Vasta, il territorio di 66 Comuni del basso Salento, da lui presieduto in quanto primo cittadino del Comune capofila, nell’ultima fase del suo mandato. Quando, dice, “si andavano caratterizzando elementi di efficacia ed efficienza che lasciavano ben presagire una gestione attenta di uno strumento importante per entità di risorse attivabili, obiettivi da raggiungere, strategie da attuare”. Ma, continua, oggi Area Vasta non è più la stessa. Fondi non spesi, opere non realizzate, interventi non avviati. L’analisi è molto dura. La ricerca delle responsabilità si indirizza su due nomi: quelli di Ivan De Masi e Antonio Fitto, sindaci di Casarano e Maglie, subentrati, all’interno di Area Vasta, allo stesso Venuti e a Silvio Astore, primo cittadino di Poggiardo. “A che punto è Area Vasta Sud Salento?”, si chiede Venuti. E quanto è stato speso dei 33 milioni che il sindaco di Casarano ha ricevuto in “eredità” per la gestione dell’Area Vasta dal suo predecessore? Il rischio è, secondo Venuti, che investimenti previsti nel 2007 vengano realizzati in ritardo o non realizzati affatto, determinando ritardi che, combinati “con una cattiva e frettolosa progettazione degli interventi, determinerà sicuramente un basso valore aggiunto alla crescita del Salento, soprattutto in termini di infrastrutture e posti di lavoro”. Eppure, la situazione sarebbe difficile ma non irrecuperabile. La condizione sarebbe la sostituzione degli amministratori che oggi si trovano ai vertici dell’Area. Di seguito l’intervento integrale di Remigio Venuti La lettera del commissario europeo per le politiche regionali, Johannes Hahn, con cui esprime “profonda preoccupazione sullo stato di attuazione dei programmi operativi italiani” e, in particolar modo, per quelli delle regioni convergenza, solleva un tema delicatissimo per il nostro territorio e cioè l’utilizzo delle ingenti risorse comunitarie a nostra disposizione per programmi di sviluppo territoriale. L'ultima occasione che le regioni meridionali hanno per accelerare il loro sviluppo agendo, prioritariamente, sull’ammodernamento del patrimonio infrastrutturale, l’accrescimento della dotazione dei servizi pubblici e la creazione dell’occupazione. Il commissario descrive una situazione di estrema gravità. Al 31 ottobre 2010, della cospicua dote finanziaria gestita complessivamente dai cinque Por del Sud (22 miliardi cofinanziati dal Fesr), solo 1,3 miliardi pari al 5,84% del totale, è stata effettivamente spesa. Per la Regione Puglia il dato è perfettamente in linea, con una percentuale di pagamenti pari al 5,99% e una percentuale di impegni pari al 13,82%. Tra i numerosi elementi che, secondo l'Unione europea, possono spiegare le cause di tali ritardi: programmi operativi talvolta troppo complessi; scarsezza di mezzi e di risorse professionali adeguate; instabilità delle amministrazioni e del personale amministrativo. In un quadro così fosco emerge chiaramente che strumenti di programmazione locale come i PIT e i PIS della passata programmazione e i Gal, i distretti produttivi e tecnologici, oltre che le Aree Vaste in quella attuale, giocano un ruolo fondamentale nell’accelerazione dei processi e, quindi, della capacità di spesa. Nella mia passata esperienza amministrativa, ho avuto la responsabilità, oltre che l’onore, di guidare un processo importante come il Progetto Integrato Territoriale del Sud Salento, considerato, dal Nucleo di Valutazione del DPS presso il MiSE, una tra le poche esperienze nazionali capaci di utilizzare risorse pubbliche con criteri di efficacia ed efficienza. Proprio gli elementi che Hahn individua quali criticità, nell’esperienza del PIT9 sono stati importanti punti di forza: strutture decisionali e procedure semplici ed efficaci, amministrazioni stabili e attente, professionalità tecniche e amministrative idonee. Anche nel caso di Area Vasta, amministrata nell’ultima fase del mio mandato di sindaco, si andavano caratterizzando gli stessi elementi di efficacia ed efficienza che, mutuati dall’esperienza passata, lasciavano ben presagire una gestione attenta di uno strumento ancor più importante del precedente per entità di risorse attivabili, obiettivi da raggiungere, strategie da attuare. A distanza di quasi due anni dal nuovo assetto istituzionale di Area Vasta, con i sindaci Fitto e De Masi che hanno sostituito Venuti e Astore, e a seguito della lettera del Commissario UE, ritengo necessario fare il punto sullo stato di attuazione. A che punto è Area Vasta Sud Salento? Il Metaplan è stato approvato, è iniziata la fase di attuazione degli interventi? È, o sarà, un acceleratore di spesa, come immaginato dalla Regione e auspicato dal Commissario Hahn? E ancora: quali funzioni di coordinamento il Comune capofila dell’area vasta ha assolto; chi e cosa ha coordinato e quali deleghe di funzioni è riuscita a farsi concedere dalla Regione Puglia? Quanto e che cosa ha realizzato? In termini spiccioli, del piccolo tesoro pari a 33 milioni di euro che il sindaco del Comune capofila De Masi ha ricevuto in eredità, quanto è stato speso, quali opere sono state realizzate, quali interventi sono stati, quantomeno, avviati? E dei progetti di attrazione d’investimenti privati verso il nostro territorio, della politica energetica sovra-Comunale, della politica di sviluppo e valorizzazione dei prodotti agricoli, del recupero dei centri e dei borghi minori, del territorio urbano ed extra urbano, della messa in sicurezza delle spiagge e dei costoni rocciosi, del programma di sviluppo della portualità turistica (le cui risorse erano, in gran parte, già state impegnate), della proposta POIN – attrattori per la valorizzazione e promozione del nostro patrimonio storico, naturale e ambientale, dei programmi d’innovazione tecnologica della PA, delle infrastrutture strategiche per la mobilità e la logistica, in altre parole, del Programma strategico di Area Vasta che ne è stato? Un programma, quello del basso Salento, è bene ricordarlo, cosi positivamente considerato nella valutazione intermedia dal Nucleo regionale per gli investimenti pubblici durante la mia amministrazione, approvato con riserva nella relazione VAS e sostanzialmente bocciato nella fase di approvazione finale, durante la gestione Fitto – De Masi. Gestione che, pur avvalendosi di una convenzione tra i 66 comuni valida ed efficace (tra le pochissime in Puglia), sostituendo completamente le figure professionali formate nella precedente esperienza di programmazione con altre di “propria fiducia”, coordinate dal nuovo responsabile Cosimo Casilli, ha prodotto risultati che sono sotto gli occhi di tutti: un arresto totale del programma strategico di area vasta. E un rischio enorme: che una quota importante degli investimenti previsti nel 2007 venga effettivamente realizzata, solo nella fase di chiusura del ciclo di programmazione. Un ritardo che, combinato con una cattiva e frettolosa progettazione degli interventi, determinerà sicuramente un basso valore aggiunto alla crescita del Salento, soprattutto in termini di infrastrutture e posti di lavoro. Ma c’è un danno più immediato e tragico che il blocco dell’Area Vasta Sud Salento ha generato al nostro territorio: la mancanza di investimenti. Con Area Vasta operativa, ad oggi si sarebbero potuti avviare già 80 milioni di euro d’investimenti: 33 milioni sull’accordo stralcio; 27 milioni sulla portualità turistica e 20 milioni aggiuntivi sull’efficientamento energetico degli edifici comunali. Non solo. Negli anni ancora a disposizione della programmazione 2007 – 2013, con la gestione corretta dello strumento di Area Vasta, operando nell’interesse generale dei territori amministrati, le risorse da attivare potrebbero essere di gran lunga superiori. Ci sono responsabilità per la mancata attivazione di tali investimenti? Sì, chiare e oggettive. Si può recuperare il tempo perduto e riattivare rapidamente investimenti e risorse che, procedendo in questo modo, si perderanno e saranno reindirizzate verso altri territori pugliesi più pronti e capaci? Sicuramente sì, ma non con gli stessi attori di oggi. Remigio Venuti consigliere comunale ex sindaco di Casarano

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