Un Centro d’accoglienza per i disagi socio-economici

Casarano. La struttura sorgerà nell’immobile di via Tagliamento già destinato ad accogliere il “Centro socio educativo d’ambito” per giovani disabili

CASARANO – Primo adempimento amministrativo per la realizzazione di un “Centro sociale d’accoglienza”, la prima struttura pubblica del genere ideata a Casarano. La struttura, che avrà il compito di dare sollievo ai tanti casi di disagio socio-economico, sorgerà all’interno dell’immobile di proprietà comunale di via Tagliamento già destinato ad accogliere il “Centro socio educativo d’ambito” per giovani disabili. La decisione è stata presa nei giorni scorsi dalla giunta municipale che, con una specifica delibera (n. 38/2011), ha votato un atto d’indirizzo al fine di dare mandato agli uffici competenti per iniziare il relativo iter burocratico. L’edificio di via Tagliamento, quindi, continuerà la sua storica vocazione di sede del disagio cittadino. Tra pochi giorni, infatti, dopo un lungo periodo di lavori di ristrutturazione, l’immobile sarà consegnato per accogliere il “Centro socio-educativo” per gli specifici obiettivi del Piano di Zona d’Ambito. Durante questo periodo, si è evidenziata l’opportunità per il Comune di poter disporre di una porzione dell’immobile, non interessata dalla sede del “Centro socio-educativo”, interamente da ristrutturare, per localizzarvi un “Centro sociale d’accoglienza” “da realizzare con il concorso di terzi, mediante procedura di affidamento pluriennale in concessione, con corrispettivo a carico del concessionario”. “Questa delibera – spiega l’assessore ai Lavori Pubblici, Marcello Torsello, che ha relazionato in merito durante la sessione di giunta – si inquadra in quel discorso di particolare attenzione al disagio socio-economico che la città sta attraversando. Si tratta, in sintesi, di una razionalizzazione del patrimonio immobiliare – prosegue l’assessore –; recuperiamo un immobile in stato di degrado per destinarlo a usi prettamente sociali”. Ma come sarà strutturato il nascente “Centro sociale di accoglienza”? “Noi abbiamo pensato – risponde Torsello – di allestire una mensa per la somministrazione di pasti caldi per persone indigenti. Ma la struttura – aggiunge l’assessore – la immaginiamo anche come centro di prima accoglienza nella gestione delle emergenze che spesso l’amministrazione comunale si trova a gestire. Per accogliere, ad esempio, persone che hanno al necessità di avere un tetto per un periodo brevissimo”. Alla delibera seguirà un avviso pubblico al quale possono partecipare associazioni ed enti. Saranno loro a gestire il “Centro sociale di accoglienza” per un periodo che verrà definito in sede di stesura del relativo bando.

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