‘Rischiamo la vita per 4 euro all’ora’

Bari. I collaudatori della Ntc di Nardò, sottopagati, manifesteranno stamattina sotto la sede della Regione, che aveva finanziato la struttura con 9 milioni per lo sviluppo industriale e nuove assunzioni

BARI – 4 euro all’ora per condurre automobili a 300 km orari “in condizioni estreme e turni massacranti”. Stamattina i dipendenti delle cooperative All Service ed Italian Job che lavorano come collaudatori presso la pista Ntc di Nardò saranno davanti a via Capruzzi, in concomitanza con la riunione del Consiglio regionale della Puglia. Chiederanno di essere ricevuti dalla vicepresidente ed assessora alle Attività produttive, Loredana Capone. “La paga così bassa – spiegano in una nota i lavoratori Cobas – è dovuta al fatto di lavorare con cooperative che in realtà altro non sono che l’interfaccia della Nardò Technical Center che gestisce la pista di Nardò”. “Nel 2009 con decisione unilaterale l’azienda – si legge – ha messo in cassa integrazione i propri dipendenti e ha rotto l’appalto con le cooperative (nonostante avesse scadenza nel 2011). Qui inizia il dramma per questi lavoratori: quelli della All Service vanno in cassa integrazione in deroga e quelli della Italian Job rimangono senza reddito”. “A ciò va aggiunto che grazie ad un indegno accordo sindacale si stabilisce che chi vuole lavorare può farlo solo con l’interinale e a discrezione aziendale (della Ntc) con l’immaginabile ricattabilità dei lavoratori”. “La Ntc – concludono i lavoratori – ha goduto tra l’altro di un finanziamento pubblico regionale di circa 9 milioni di euro in contraccambio di sviluppo industriale comprese nuove assunzioni dirette”. Articoli correlati: C'è crisi. Grandi aziende chiudono (20 settembre 2010) Cassaintegrati Ntc: convocato tavolo in Provincia (22 settembre 2010) La vicenda Ntc di Nardò arriva in Parlamento (13 ottobre 2010) Quintana: “apriamo la pista Prototipo di Nardò a manifestazioni pubbliche” (21 ottobre 2010) Sette vertenze, 2200 posti a rischio (4 novembre 2010)

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