Cdr: Soleto scende in piazza

Sit in di protesta, domani, contro l'odg bipartisan approvato dall'Assise provinciale sul coincenerimento di cdr da parte di Colacem

E’ Soleto il Comune a sollevarsi per primo di fronte all'ordine del giorno bipartisan approvato dal Consiglio provinciale sul coincenerimento di cdr da parte della Colacem di Galatina. Domabi mattina, dalle 10, ci sarà un sit in organizzato d’emergenza dalle associazioni e comitati cittadini, “Comitato Soletano Antinquinamento” e “Nuova Messapia” in primis, con l’appoggio anche di altri comitati extra-soletani, e che si apre a tutti, cittadini e amministratori, senza distinzioni di colore partiti, in Largo Osanna. “Sembra lontano – dicono gli ambientalisti – il giorno in cui i consiglieri Marra e Polimeno della maggioranza provinciale ricevevano applausi e ovazioni e pubblici ringraziamenti dai comitati e da tutta la cittadinanza riunita in assemblea per esseri impegnati in Commissione Ambiente e aver ottenuto da maggioranza e opposizione, dal Pd, l’impegno nero su bianco a ratificare in consiglio un netto 'No' all’ipotesi dei autorizzazione positiva per il cementificio Colacem al fine di poter bruciare Cdr, rifiuti. Aurtorizzazione per cui fondamentale è il sì dei tecnici della Provincia e della stessa assise provinciale. Lunedì scorso, 21 febbraio 2011, invece, in Consiglio Provinciale, (nessuno era stato informato dell’importante punto messo all’ordine del giorno, confuso tra altri punti certamente meno rilevanti), con un 'colpo di mano inatteso' si è ribaltato tutto, e con una serie di artefatte prescrizioni-maschera si stravolto l’intendimento raggiunto in Commissione Ambiente. E il Presidente Antonio Gabellone per mediare posizioni, non poi nei fatti tanto divergenti, e mantenere la sua maggioranza ha permesso il compiersi di questo 'tradimento' della volontà e della fiducia popolare, che si macchia della gravità ulteriore del carico di 'malattia' e 'morte' che comporta. Sì, perché rendere possibile l’autorizzazione a bruciare Cdr, implica implicitamente accettare un incremento del 'rischio', e accettare questo vuol dire, per definizione accettare e permettere un incremento della mortalità, del numero di persone che si ammaleranno e moriranno a seguito di quel rischio, che si è ritenuto necessario accettare. Si aggiunga poi, per comprendere tutta la 'mostruosità' di quanto avvenuto in Provincia, che quel 'rischio' viene accettato per puri interessi speculativi di aziende private extra-salentine. Si aggiunga che bruciare rifiuti è uno 'spreco ecologico' perché i loro materiali andrebbero tutti riciclati come ben possibile e facile; si aggiunga il danno ambientale per il carico di inquinanti nocivi immessi nella biosfera; il pagamento attraverso finanziamenti pubblici ed in bolletta, frode dunque dei cittadini, del puro business del Cdr; ed in fundo lo scandalo della provenienza extra-territoriale dei rifiuti da incenerire nel cementificio salentino. Infatti, i rifiuti locali saranno bruciati nell’inceneritore del Gruppo Marcegaglia di Massafra (Ta), dato anche un contratto ventennale già siglato, e come fumi tossici ricadranno su tutto il Salento, e nel cementificio di Galatina, come da progetto ufficiale si brucerà Cdr, combustibile derivato da rifiuti, proveniente da località extra salentine, oltre l’inganno la beffa!”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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