Addebiti ingiustificati sui c/c. Codacons: ‘Lo schiaffo del Governo’

Il decreto Milleproroghe: i dieci anni di tempo per richiedere il rimborso decorrono dal momento dell’addebito e non dalla chiusura del conto

La presenza di somme addebitate ingiustificatamente sui conti correnti dei risparmiatori da parte delle banche per servizi non richiesti dal titolare del conto corrente è purtroppo cosa piuttosto frequente. Lo scorso 2 dicembre le Sezioni Unite della Cassazione avevano precisato, indicandolo in dieci anni, il termine di prescrizione per chiedere la restituzione di tali addebiti. Dieci anni – è bene precisare – a partire dalla chiusura del conto. In parole povere ogni cittadino aveva la possibilità di chiudere il conto ed, entro un termine di dieci anni da quel momento, chiedere il rimborso delle cifre versate ingiustamente per quei servizi non richiesti. Ma il decreto “mille proroghe”, recentemente approvato dal Governo Berlusconi ha rimodulato tale termine, precisando, con una norma interpretativa dell’art. 2935, che la decorrenza dello stesso si deve intendere a partire dal giorno successivo agli addebiti e non a partire dalla chiusura del conto. Ciò significa che i risparmiatori hanno molto meno tempo per correre ai ripari “Bisognerà reagire dinanzi ad ogni singolo addebito – dichiarano dal Codacons – e pertanto, a meno che non si conviva o si sia sposati con un consulente tecnico contabile, assumerne uno a tempo pieno per tutta la durata del rapporto di conto corrente”. Un’ulteriore complicazione è costituita dai processi in corso, impostati sulla base della convinzione che la causa poteva essere iniziata entro dieci anni dalla chiusura del conto e che oggi invece vengono pesantemente pregiudicati dal rischio di una pronuncia che dichiari l’avvenuta prescrizione del diritto del correntista alla restituzione degli importi pagati indebitamente.

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