488, 'Non ci fu truffa'. Prosciolto Antonio Quarta

Lecce. Le indagini sul titolare dell'azienda del caffè riguardavano il finanziamento percepito ai sensi della legge 488. Il gip ha arciviato il fascicolo

aggiornamento delle ore 18:00 LECCE – Non c’è stato alcun illecito e nessuna truffa. E’ questo il verdetto del gip del Tribunale di Lecce, Maurizio Saso, in merito all’inchiesta sull’azienda Quarta Caffè e sui presunti illeciti riguardanti l’impiego di fondi pubblici con la legge 488/92, undicesimo bando. Il gip ha prosciolto da ogni accusa, l’ipotesi di reato contestata dall’allora sostituto procuratore della Repubblica Imerio Tramis (oggi alla Procura minorile) era di truffa aggravata, l’imprenditore Antonio Quarta, amministratore delegato di Quarta Caffè, il commercialista leccese Gianfranco Napolitano, Roberto Cicirillo, un consulente dell’azienda e la stessa società. I fatti contestati facevano riferimento al lontano 2001, quando la nota azienda di caffè salentina sottoscrisse una richiesta di finanziamento pubblico. Secondo quanto ipotizzato dal magistrato inquirente, sarebbero però state eseguite alcune modifiche al progetto iniziale. Variazioni che non sarebbero state comunicate tempestivamente alla banca concessionaria del finanziamento. La domanda del finanziamento pubblico, in virtù dell’ampliamento richiesto, avrebbe consentito l’accesso alla graduatoria per l’ottenimento delle agevolazioni finanziarie, per una cifra di poco superiore agli ottocentomila euro. Le indagini sarebbero poi partite nell’agosto del 2007, coordinate dal pubblico ministero Imerio Tramis e condotte dagli uomini della guardia di finanza di Lecce. Le “fiamme gialle” sottoposero a sequestro con facoltà d’uso, nel novembre del 2007, i macchinari e i locali. Nell’ottobre del 2008 fu lo stesso Antonio Quarta, che ha sempre respinto a gran voce ogni accusa, a chiedere nuovi accertamenti da parte di consulenti tecnici. I periti nominati dal gip, chiamati a deporre in sede d’incidente probatorio, hanno stabilito, contrariamente a quanto erroneamente ipotizzato dal consulente dell’accusa, che addirittura il finanziamento fu sottostimato. Oggi, al termine di una lunga odissea giudiziaria, il gip ha decretato che non vi è stato “alcun vantaggio ingiusto o danno e che pertanto nessun reato è imputabile”. L’accusa, secondo il giudice è dunque infondata, e il fascicolo va archiviato. Si conclude così con l'ennesimo a di fatto e un proscioglimento pieno, una delle tante inchieste sulle presunte truffe legate alla 488. Inchieste che, secondo molti, hanno solo frenato lo sviluppo economico del Salento. “Questa vicenda ci ha addolorati e mortificati – commenta Antonio Quarta – soprattutto perché ha offeso la memoria di mio padre Antonio, il compianto cavaliere del lavoro al merito. Durante questa inchiesta ho fatto due promesse: la prima è che se ci avessero rinviati a giudizio avrei riconsegnato al prefetto, con tutti i miei familiari e i miei collaboratori, le onorificenze ricevute. Una promessa che quindi è venuta meno. La seconda, invece, andrà avanti e prevede il finanziamento per tre anni, la stessa durata dell’inchiesta, di borse di studio di diritto penale finalizzate allo studio di questa spiacevole vicenda giudiziaria”. “Esprimo grandissima soddisfazione – dichiara uno dei legali di Quarta, l’avvocato Francesca Conte – per un provvedimento che richiama, accogliendole in pieno, le tesi della difesa tecnica del dottor Quarta. Sono soddisfatta perché è stata restituita piena onorabilità a un imprenditore serio, onesto e capace, la cui famiglia ha scritto la storia dell’imprenditoria salentina, creando sviluppo economico e posti di lavoro”. 18 febbraio 2011 488: tutto regolare. Antonio Quarta prosciolto Si è appena conclusa l'udienza preliminare davanti al Gup per discutere sul rinvio a giudizio di Antonio Quarta, titolare dell'azienda del caffè. Il Gup ha disposto l'archiviazione. Le procedure e i requisiti per ottenere il finanziamento percepito ai sensi della legge 488 erano regolari. Non c'è stata alcuna truffa. Aggiornamenti nelle prossime ore

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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