Cantieri Koreja a Perrone: 'senza finanziamenti, il teatro chiude'

Lecce. Messaggio al primo cittadino: “necessario un sostegno finanziario che attendiamo da 10 anni e che consentirà di evitare la chiusura dei 'Cantieri' e i licenziamenti di chi ci lavora”

Lettera dei lavoratori dei “Cantieri Teatrali Koreja” di Lecce al primo cittadino, Paolo Perrone, per chiedere un sostegno finanziario atteso ormai da 10 anni, che consentirà di evitare la chiusura del teatro e i licenziamenti. Il testo della lettera Egregio Sindaco, noi lavoratori, dipendenti e scritturati dei Cantieri Teatrali Koreja di Lecce, siamo in partenza per una tournée internazionale. Potrebbe essere l'ultima tournée e l'ultimo spettacolo se non ci sarà da parte dell'Amministrazione Comunale di Lecce quel gesto concreto di attenzione e sostegno finanziario che attendiamo da dieci anni e che consentirà di evitare la chiusura del teatro e il licenziamento di noi tutti. C'è la nostra emergenza occupazionale in città, insieme a quella di altri settori che pure hanno protezione sociale. Siamo 18 persone che lavorano stabilmente e continuativamente a Koreja e ce ne sono altrettante con contratti e consulenze a tempo. A fronte di questa situazione, siamo l'unico teatro stabile in Italia riconosciuto dallo Stato che non ha una convenzione con il proprio Comune e che non ha mai ricevuto un centesimo né in lire né in euro per una attività che, ovunque e sempre, necessita del sostegno pubblico. Ci troviamo in una situazione assurda e con un ostracismo incomprensibile per noi lavoratori e per i cittadini leccesi che fruiscono dei nostri servizi, dagli spettacoli alla formazione alla promozione dell'immagine della città nel mondo. Lei frequenta poco il nostro teatro ma La invitiamo a chiedere alla Siae quanti cittadini lo fanno (non meno di 15.000 all'anno, ai primi posti in Italia se riferiti alla capienza del teatro). In cambio di tutto ciò, a Koreja nessun centesimo dall'amministrazione precedente, nessun centesimo da quella attuale. Ora ci sentiamo dire che il Comune ha debiti e che c'è la crisi. Noi di Koreja, lavoratori e cittadini, Le chiediamo molto ingenuamente: come fa il Comune di Lecce a finanziare le centinaia di iniziative culturali di cui leggiamo sulla stampa?. Siamo naturalmente contenti se la città incrementa la sua offerta culturale ma non comprendiamo i motivi di questa ormai continuata e dichiarata discriminazione nei nostri confronti. In tutte le città capoluogo della Puglia, anche per far fronte alla scarsezza di risorse, le programmazioni teatrali di compagnie professionali e teatri stabili residenti vengono concertate con il Teatro Pubblico Pugliese. Perché a Lecce no?. Dal 9 al 12 marzo arriveranno nel nostro teatro un centinaio di operatori, esperti, professori e giornalisti da tutto il mondo (Giappone, India, Inghilterra, Francia, Bulgaria, Georgia, Brasile, Germania) per conoscere il repertorio della compagnia Koreja e la città. Vorremmo evitare di dare loro il benvenuto e nello stesso tempo l'addio definitivo al teatro e alla città. Le chiediamo, per l'ultima volta, un atto di responsabilità, dimostrando concreta attenzione ai bisogni dei lavoratori e dei cittadini. Alessandra Bisconti, Fabiola Centonze, Antonio Cotardo, Alessandra Crocco, Mario Daniele, Vito De Lorenzi, Giovanni De Monte, Gianni De Santis, Giorgio Distante, Carlo Durante, Emanuela Gabrieli, Antonio Giannuzzi, Ninfa Giannuzzi, Emanuela Pisicchio, Paola Pepe, Anna Petrachi, Angelo Piccinni, Maria Rosaria Pinzetta, Fabrizio Pugliese, Silvia Ricciarelli, Fabrizio Saccomanno, Francesco Salonna, Laura Scorrano, Franco Ungaro, Salvatore Tramacere, Francesca Vetrano, Gabriella Vinsper

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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