Immigrazione e sfruttamento: Bellanova porta il caso a Roma

L'episodio sarebbe avvenuto in un cantiere di istallazione di pannelli fotovoltaici. La deputata del Pd chiede al Ministro del Lavoro di fare chiarezza sul caso

L'onorevole del Pd, Teresa Bellanova, interroga il Governo a seguito dell'episodio di sfruttamento denunciato da 9 operai africani, nei campi di istallazione di pannelli fotovoltaici del Salento, chiedendo di fare chiarezza sulla vicenda. “Il fenomeno dello sfruttamento della manodopera straniera – scrive Bellanova – utilizzata in vari settori produttivi dell’economia italiana è una piaga da tempo registrata sul nostro territorio e che oggi sta assumendo dimensioni allarmanti”. Si tratta di un vero e proprio esercito di lavoratori senza diritti, la cui esatta consistenza numerica, peraltro, sfugge anche all’esame statistico. “Un tale fenomeno – continua l'esponente del Pd – risulta essere deprecabile sia dal punto di vista umano, perché impone gravi limitazioni alla libertà individuale e la negazione di fondamentali diritti sociali, e sia da quello economico e produttivo, dato che quelle imprese rispettose delle regole risultano essere fortemente penalizzate poiché attraverso l’illecito ed il sommerso si attivano meccanismi di competizione sleale sottraendo, congiuntamente, ingenti risorse fiscali e contributive all’economia italiana. L’Italia e in particolare il Mezzogiorno, proprio in virtù della posizione geografica che occupa, come crocevia tra l’Europa ed i Paesi del Mediterraneo, risulta essere maggiormente interessata dall’arrivo di persone vulnerabili e fragili, come gli immigrati, spesso privi del permesso di soggiorno che fuggono da realtà difficili fatte di negazione dei diritti umani e che rischiano, una volta approdati nel nostro Paese, di essere reclutati nel mostruoso giro del lavoro sommerso, andando di fatto incontro ad ulteriori forme di vera e propria schiavitù. Il 26 maggio 2010 è stato approvato, all'unanimità dalla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, il documento conclusivo dell'indagine conoscitiva sui fenomeni distorsivi del mercato del lavoro (lavoro nero, caporalato e sfruttamento della manodopera straniera). Una delle spinte innovative di questa indagine riguarda proprio l'approccio a tale fenomeno, poiché si riconosce la rilevanza strategica assunta dalla manodopera straniera regolarizzata nell'attuale sistema economico e produttivo italiano. Congiuntamente si è evidenziato, allo scopo di contrastare il fenomeno dell’irregolare e del sommerso, la necessità di aumentare la protezione sociale di coloro che risultano soggetti a sfruttamento, ad esempio attraverso il riconoscimento del permesso di soggiorno in caso di denuncia dei loro persecutori mediante l'applicazione dell'articolo 18 del Testo unico sull'immigrazione. L’importanza di agevolare la regolarizzazione dei lavoratori immigrati si traduce, molto spesso, nel dato di sottrarli al ricatto di chi ha interessi, aziendali o criminali, a relegare queste persone in quella zona buia del lavoro nero mettendole, di fatto, al di fuori della società. Va ricordato che l'integrazione e l'inclusione sociale delle persone immigrate rappresentano, come citato dalle direttive europee, un dovere di ciascuna comunità da realizzare attraverso una collaborazione costante tra i diversi livelli istituzionali ed il dialogo sociale” Per Bellanova, l’accertamento dei fatti è attualmente affidato agli organi competenti, ma occorre sottolineare che sarebbe buona prassi intensificare i controlli dovuti anche a quei settori dell’economia italiana, come l’energia alternativa, attualmente in espansione.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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