Infiltrazioni mafiose: è Lecce la città meno esposta

A dirlo è il Rapporto Eurispes 2011 sulla penetrazione criminale. Foggia è la città pugliese più a rischio. Lecce è la meno esposta, ma rispetto all'anno scorso, l'indice di permeabilità mafiosa del territorio è comunque cresciuto

Anche quest’anno, la maglia nera del territorio provinciale più permeabile ai tentacoli della criminalità organizzata spetta alla provincia di Napoli, con un punteggio pari a 66,9. A dirlo è L’Eurispes, nel suo Rapporto sull'Italia 2011 (la rilevazione è stata effettuata nel periodo tra il 20 dicembre 2010 e il 12 gennaio 2011), sulla base dell'Ipm, ovvero l'Indice di permeabilità mafiosa, uno stimatore che fornisce indicazioni circa il rischio di penetrazione della criminalità, cui sono esposti i 24 territori provinciali nelle 4 regioni maggiormente interessate (Puglia, Campania, Sicilia, Calabria). L'Istituto di ricerca ha realizzato un’analisi attraverso la quale si è voluto evidenziare il grado di fragilità dei territori rispetto alle ramificazioni della ’ndrangheta, della camorra, della mafia e della sacra corona unita. A seguire di Napoli, la provincia di Caserta (57,4 punti), Foggia (53,4 punti), Catania (52,7 punti) e Vibo Valentia (48,5). Sempre ai primi dieci posti si collocano Crotone (38,3), Catanzaro (36,1), Bari (35,9), Trapani (35,6). In posizione intermedia per grado di permeabilità si trovano Siracusa (34,8), Palermo (34), Brindisi (33,5) e Messina (33,2). Agli ultimi dieci posti, sulle 24 province considerate, Benevento (30,3), Salerno (30,1), Agrigento (27,9), Taranto (27,8), Ragusa (27,8), Avellino (27,3), Cosenza (26), Caltanissetta (25,8), Enna (24,5) e, infine, Lecce (22,4). Il capoluogo salentino resta sempre in fondo alla classifica, ma l'Ipm è crescito di 4 punti (era del 18,3). L'aumento dell'indicatore, rispetto al Rapporto 2010, riguarda anche Foggia (+ 6) e Taranto (+ 3) ed è diminuito per Bari (- 6), Brindisi (- 18). Per ciò che concerne il metodo, è stato predisposto un sistema di attribuzione dei punteggi sulla base di indici che scaturiscono dalla valutazione quantitativa dei reati commessi (su base 2009) e assimilabili alle associazioni mafiose: attentati, stragi, ricettazione, rapine (in banca, negli uffici postali, a rappresentanti di preziosi, a trasportatori di valori bancari e postali, ad automezzi pesanti trasportanti merci), estorsioni, usura, sequestri di persona a scopo estorsivo, associazione a delinquere e di tipo mafioso, riciclaggio e impiego di denaro, contrabbando, stupefacenti (produzione e traffico, spaccio, associazione per produzione o traffico di stupefacenti, associazione per spaccio di stupefacenti) e prostituzione (sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, minorile e non).

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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