Fotovoltaico. Alla conquista delle campagne salentine

Lo scempio ambientale e la speculazione internazionale

Grandi impianti fotovoltaici, pressioni verso le amministrazioni, interessi economici e autorizzazioni date senza una buona valutazione di utilità sociale. Quale sviluppo per il nostro territorio e quale sviluppo sostenibile per chi ci vive? Assistiamo al proliferare continuo di grandi impianti fotovoltaici nel territorio salentino, in particolare nelle campagne e ciò a discapito del paesaggio, dei cittadini e della qualità e vivibilità ambientale. Ci sono interessi in gioco ed è evidente ma ciò che risulta maggiormente è che i benefici sono per pochi, spesso speculatori a nostre spese. I grandi impianti fotovoltaici ed eolici non possono considerarsi un vantaggio per l'estetica del nostro territorio specialmente quando vengono fatti situare in maniera approssimativa ed invadente, si veda la tangenziale est di Galatina. Ciò che serve è una seria programmazione e limitazione dell'insediamento di tali strutture che vanno a cambiare notevolmente l'aspetto del territorio per molti anni, non sappiamo di preciso quanti. Il settore delle cosiddette energie rinnovabili ha creato alcune opportunità lavorative ma per questo non è detto che bisogna continuare a dare concessioni senza un ragionevole studio del modo cui far installare e della reale opportunità o meno dell'esistenza dell'impianto. Certe autorizzazioni non possono venire da Bari da qualche funzionario che non conosce i posti, l'aspetto paesaggistico e non ha delle buone informazioni in merito. Il territorio è una nostra risorsa e va tutelato e difeso da questa invadenza speculativa e tra l'altro senza benefici reali per la collettività. Colonizzare le nostre campagne con mega impianti fotovoltaici ed eolici non è per niente un vantaggio per i cittadini anzi diventa uno svantaggio. Avviene che il territorio viene trasformato notevolmente con beneficio di pochi soggetti spesso nemmeno della nostra zona. Decisamente più ragionevole ed equilibrato puntare su impianti da installare su case, capannoni ed altre strutture già esistenti. E' opportuno che sia la Provincia di Lecce ad avere il potere di concessione, dislocazione e programmazione degli impianti, essendo più vicina e conoscendo meglio il nostro territorio per avere delle realizzazioni meno invasive e più integrate nel paesaggio. Si facciano delle scelte partecipate in cui ci possano essere vari soggetti a poter dire la loro, associazioni locali, cittadini, enti di prossimità per scegliere insieme come orientare gli insediamenti e la loro opportunità o meno. La Regione Puglia è fortemente invitata a non dare il via a nuovi impianti anche se già autorizzati per una installazione degli stessi in basi a criteri più equilibrati. Le amministrazioni comunali vanno sensibilizzate in modo da non rilasciare pareri favorevoli a strutture che vanno a stravolgere l'aspetto paesaggistico e di fruizione di aree molto vaste con delle ricadute non certo favorevoli per la cittadinanza. Toni Dilecce

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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