Radio Padania sfrattata dal Salento

Il ministero dello Sviluppo economico ha disposto la chiusura dell’impianto acceso, ma non autorizzato, dalla radio leghista ad Alessano

Accogliendo il ricorso avanzato dall’avvocato Gianluigi Pellegrino, il ministero dello Sviluppo economico ha disposto che l’impianto acceso da Radio Padania ad Alessano non è autorizzato in quanto interferisce con le trasmissioni di altre radio preesistenti. “Come avevamo segnalato con il ricorso – ha commentato Pellegrino – nel caso salentino non vi erano per Radio Padania nemmeno i presupposti per applicare una legge di assurdo privilegio che le consente di accendere autonomamente canali radio divenendone titolare per silenzio assenso dopo 90 giorni di mancate interferenze. Vediamo con soddisfazione che il Ministero ha rilevato fondato il nostro esposto rilevando ‘esistenza di interferenze ad altri – quindi più di uno – soggetti concessionari’. Il Ministero ha inoltre evidenziato le sanzioni cui va incontro Radio Padania se continua a trasmettere. Non resta che notare – ha concluso Pellegrino – che se Radio Padania avesse civilmente preso atto dell’interferenza non ci sarebbe stato bisogno dell’intervento sanzionatorio. Per i danni causati agiremo in giudizio evidenziando anche l’assoluta incostituzionalità dei privilegi che il Governo assegna a Radio Padania che poi non li utilizza per aprire finestre di dialogo, ma per offendere il Mezzogiorno”. Per Luigi Nicolardi, sindaco di Alessano, là dove Radio Padania aveva attivato il proprio impianto, “l'intervento del ministero dello Sviluppo economico non risolve un'anomalia”, quella, cioè, secondo cui radio Padania “diventa proprietaria della frequenza” se entro 90 giorni nessuno la reclama e, dopo tre mesi, può scambiare quella stessa frequenza con network commerciali. “Chiedo a tutti i parlamentari salentini – ha aggiunto Nicolardi – di impegnarsi perché sia negato questo privilegio, concesso a Radio Padania dalla finanziaria Bossi-Berlusconi del 2001. Sono gli stessi Bossi e Berlusconi che continuano a tagliare i trasferimenti di risorse agli enti locali, mentre non tagliano i contributi a Radio Padania”. In allegato la lettera ufficiale nella quale il ministero per lo Sviluppo economico definisce “non autorizzate” le trasmissioni di Radio Padania in Salento. 4 gennaio 2011 Radio Padania: 'dialogo tra nord leghista e Sud' Dal 17 dicembre, Radio Padania Libera, l’emittente della Lega Nord, trasmette i suoi programmi anche nel Salento, sulla frequenza 105,600Mhz. Già verso la metà dello scorso mese di settembre, ad Alessano, era infatti giunta una richiesta di installazione per un ripetitore di radiofrequenze. Come mai, ci si interrogò, la Lega vuole divulgare i propri slogan e i propri messaggi da queste parti?. Sarà forse una questione di simpatia e sintonia per il tacco d'Italia 'secessionista'?. Oggi, c'è chi pensa che Radio Padania nel Salento possa rappresentare un'occasione di dialogo tra il Nord leghista e la Puglia. Si tratta del Presidente del Gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro, che dice: “la radio della Lega non si limiti a farci ascoltare le sue trasmissioni, ma apra una Redazione nel tacco d’Italia, con giornalisti del posto, che per professionalità e competenza non sono certo inferiori ai colleghi del Nord, avviando un nuovo percorso di discussione e integrazione”. “La Lega – ha commentato il presidente Udc – non pensi di venire al Sud da conquistatore, perché i tempi non sono più quelli di Garibaldi, ma attraverso le frequenze di Radio Padania apra un canale di dialogo e di discussione che servirà a conoscersi meglio reciprocamente, producendo vantaggi per entrambi i territori. Ci auguriamo che Radio Padania voglia avvalersi anche delle professionalità del posto, inaugurando una nuova redazione giornalistica, che rappresenterebbe un canale di dialogo privilegiato tra il Nord e il Sud. Gli amici leghisti potrebbero scoprire una realtà diversa da quella che hanno rappresentata nel loro ristretto immaginario collettivo: una realtà produttiva; un territorio dalle potenzialità economiche vantaggiose ed ancora inespresse; un territorio ed una popolazione che coraggiosamente ogni giorno lotta contro quella malavita che ne limita e ritarda lo sviluppo; un territorio culturalmente ricco di tradizioni e storia ed un paesaggio naturalistico ed architettonico che ne fanno una delle regioni più belle d’Italia che sempre più si apre all’industria del turismo, forte di una millenaria tradizione dell’accoglienza. La Lega – ha concluso Salvatore Negro – esca dal suo egoistico guscio e non abbia paura di confrontarsi e di “contaminarsi” con la cultura del Sud, ma accetti la sfida coraggiosamente nella convinzione che quello che ne deriverà saranno solo vantaggi tanto per le regioni del Nord che per quelle del Sud” 16 settembre 2010 – Le antenne di Radio Padania puntano dritto sul Salento Dopo i ragazzi dell'Istituto Costa di Lecce in prima pagina sulla “Padania” con la “Repubblica Salentina” (per la quale è stata del tutto equivocata “la mission”), il dialogo a distanza con il Salento continua. Radio Padania Libera punta dritto al tacco d'Italia, con l'obiettivo di diffondere la propria voce leghista. Nel piccolo comune salentino di Alessano è infatti giunta una richiesta di installazione per un ripetitore di radiofrequenze. Il sindaco, Luigi Nicolardi, ha fatto sapere che la richiesta sarà attentamente vagliata. Interviene in merito, la senatrice leccese Adriana Poli Bortone, Presidente Nazionale di Io Sud secondo la quale “è giusto che si conoscano le realtà di altre regioni d’Italia ed è per questo che invito le emittenti radiofoniche locali a far richiesta per diffondere nel Nord Italia la cultura del nostro Mezzogiorno”. Con questa proposta la senatrice Adriana Poli Bortone, replica alla richiesta di radio Padania di trasmettere dal Sud Salento ed incita le emittenti locali del nostro territorio a riaccendere gli animi dei tanti meridionali che si trovano nel Nord Italia, per rinvigorire l’orgoglio della loro appartenenza e contemporaneamente far conoscere agli stessi settentrionali la realtà di chi si sente orgogliosamente terrone. Perché la cultura meridionale potrebbe sorprendere i settentrionali sempre e solo proiettati nelle loro cose e pronti a denigrare il Sud.

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