Residenza sociosanitaria a Cavallino: 'revocate il bando'

A chiederlo è Confartigianato Lecce: i prezzi della base d’asta non rispettano quelli di mercato né il prezziario regionale

“Sia revocato il bando per la costruzione a Cavallino di una residenza socio-sanitaria assistenziale”. Lo chiede il presidente della categoria Costruzioni di Confartigianato Imprese Lecce, Luigi Marullo, in quanto i prezzi unitari che determinano l’importo a base d’asta non rispettano quelli di mercato né tantomeno il prezziario regionale. In particolare, l’importo dei lavori, applicando il prezziario, dovrebbe ammontare a 1.220.000 euro, mentre quello a base d’asta è di appena 843mila euro, con uno squilibrio a danno delle imprese di oltre 376mila euro, pari al 31 per cento in meno. “Le differenze rilevate – spiega Marullo – incidono notevolmente sull’importo complessivo dei lavori e determinano uno squilibrio insopportabile tra le prestazioni richieste ed il corrispettivo previsto. Bisogna considerare che l’importo posto a base d’asta sarà soggetto ad ulteriore ribasso in sede di gara ed emergerà in tutta evidenza il drammatico dilemma che le imprese si troveranno ad affrontare: non partecipare alla gara, rimanendo fuori mercato, oppure partecipare con un ribasso modesto, sapendo in partenza di non avere alcuna possibilità di aggiudicazione, oppure 'sparare' il ribasso usuale in questo tipo di gare, al solo scopo di aggiudicarsi la gara, tanto poi si vedrà”. “E’ evidente – aggiunge il presidente – che non si potrà garantire la buona esecuzione dei lavori, la buona qualità dei materiali usati, il rispetto dei tempi di esecuzione, la corretta applicazione ai lavoratori del contratto collettivo di lavoro, la sicurezza sul cantiere, il pagamento puntuale dei fornitori e il giusto profitto dell’imprenditore”. Di più: “in un momento in cui l’intero comparto delle costruzioni soffre una crisi senza precedenti, potrebbero esserci conseguenze peggiori, determinando da un lato inevitabili contenziosi tra l’impresa aggiudicataria e l’amministrazione appaltante e dall’altro una concorrenza sleale nei confronti delle imprese che, rispettando rigorosamente le regole, sono costrette a non partecipare a gare d’appalto con prezzi non remunerativi”. Pertanto si chiede la revoca del bando di gara, provvedendo ad adeguare l’elenco prezzi al prezziario regionale. “In caso contrario – conclude Marullo – sarà adottata ogni utile iniziativa a tutela delle imprese”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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