Fisica classica delle parole

Dinamica, Meccanica, Termodinamica

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Un treno che viaggia a trecento kmh ha una quantità di moto pazzesca. La quantità di moto è una grandezza di uso non comune le cui applicazioni, però appartengono alla vita di tutti i giorni. La quantità di moto è il prodotto della massa di un corpo per la sua velocità. Questo significa che un tir che viaggia a 60 kmh (16.66 ms, metri al secondo, l’unità di misura della velocità nel sistema internazionale) e pesa 3mila kg ha una quantità di moto di 16.66×3000 kg×ms ovvero 50000 kg×ms. Un’automobile che viaggia a 100 kmh e pesa 800 kg ha una quantità di moto di 22222 kg×ms, quasi la metà rispetto al tir pur viaggiando a quasi il doppio della velocità. Per variare la quantità di moto di un corpo occorre applicare una forza. Ovvero per frenare o fermare un tir, un’automobile o un treno occorre imprimere una forza contraria al loro moto. I freni imprimono alle ruote del treno una forza tale da riuscire a fermarlo. Un oggetto che si muove, oltre ad avere quantità di moto, però, possiede un particolare tipo di energia, detto energia cinetica, che generalmente è dato dalla metà della quantità di moto moltiplicato per la velocità. Poiché si impara subito alle elementari che a si crea e a si distrugge, ma tutto si trasforma e questa legge è valida anche per le energie, è lecito chiedersi, mentre fermiamo il treno e la sua velocità, quantità di moto ed energia cinetica diventano zero, in cosa si trasformi, appunto, la sua energia cinetica. Si trasforma in energia termica. In calore. Non a caso freni e ruote di surriscaldano enormemente in una frenata. E più è veloce il treno o brusca la frenata più alte saranno le temperature raggiunte. Questa energia termica, poi, si diffonderà nell’ambiente circostante che si riscalderà a sua volta. Credo questo sia molto simile a ciò che accada ad ognuno di noi quando parliamo. Ogni parola ha una sua energia. Frenarla e fermarla dentro di noi, di certo, comporta molta energia. Inoltre questa energia rischia di surriscaldare l’ambiente circostante, cioè noi. Molto meglio liberarla e riscaldare l’esterno e chi ci è accanto. E’ bello pensare che ogni parola abbia una sua temperatura. E che anche la parola “rinfrescante” può essere molto calda se affiancata alla parola “bacio”. Ed è noto in fisica, cioè in natura, che il calore (altra forma di energia) fluisca dai corpi a temperatura più alta verso quelli più freddi. Ecco perché è ancora più bello pensare alla temperatura delle parole. Con cui riscaldare una conversazione gelida oppure rinfrescare un litigio. E cosa fa l’energia termica, il calore, alle molecole di un corpo? Le fa vibrare e muovere più velocemente. Come si può fare con il Cuore di ognuno di noi. Una parola può riscaldare e far vibrare il Cuore. C’è odore di panino al prosciutto su questo treno. Lo stesso odore delle merende preparate dalla mamma o da papà e scartate alla ricreazione a scuola o a pasquetta con gli amici. O in pineta dopo una giornata al mare. Problema: che temperatura avrà quest’odore secondo voi?

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