Good Practice: atenei a confronto

Si è tenuta ieri a Lecce la conferenza “Good Practice” alla quale ha preso parte l'Università del Salento. Il progetto è stato lanciato dal Politecnico di Milano

Si è tenuta ieri presso la Prefettura di Lecce la conferenza provinciale permanente del progetto “Good Practice” alla quale ha preso parte anche l’Università del Salento. Il progetto è portato avanti in collaborazione con il Politecnico di Milano per misurare le prestazioni delle attività amministrative degli atenei italiani che vi aderiscono e rappresenta una preziosa occasione di confronto fra le università d’Italia. “Il progetto, coordinato a livello nazionale dal gruppo di ricerca del professor Giovanni Azzone, pro-rettore del Politecnico di Milano, ci ha visti partecipare attivamente in più edizioni” – ha sottolineato Emilio Miccolis, direttore amministrativo – “offrendoci la possibilità di verificare, al nostro interno, gli effetti di diverse politiche di allocazione delle risorse. Disporre di dati affidabili relativamente ai costi dei servizi offerti e al livello di soddisfazione da parte della nostra organizzazione è fondamentale, perché ci fornisce una guida su come proseguire con successo nel percorso di crescita e di sviluppo su cui il nostro ateneo si è incamminato negli ultimi anni.” “Il progetto ha diversi obiettivi” – spiega Gabriella Culiersi, responsabile dell’Ufficio Statistiche e Controllo di Gestione dell’Ateneo – “e cioè definire un modello condiviso di analisi dei servizi universitari e delle loro prestazioni, confrontare le prestazioni dei diversi Atenei coinvolti, approfondire good practice e comprendere se e come trasferire queste soluzioni in altri contesti. L’Università del Salento ha deciso di aderire a questa esperienza” – conclude Culiersi – “nella prospettiva di favorire l’implementazione di un sistema stabile di rilevazioni interno, in grado di supportare le decisioni di governo”.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!