Omicidio Ingrosso: l'autopsia conferma il tentativo di fare a pezzi il cadevere

Appurata la macabra tesi degli investigatori secondo cui padre e figlia hanno cercato di smembrare il corpo

E’ stata eseguita questa mattina, dal medico legale Alberto Tortorella, l’autopsia sul corpo di Antonio ingrosso, l’artigiano di 50 anni originario di Torchiarolo assassinato dalla moglie, Mariagrazia Greco, rea confessa. Il cadavere semicarbonizzato dell’uomo è stato ritrovato lo scorso 9 gennaio a Casalabate, dopo che la Greco, con la complicità del padre Ruggero, 82enne, aveva cercato invano di bruciarlo e occultarlo. L’esame autoptico ha stabilito che a uccidere il fabbro sono stati numerosi colpi, almeno una quindicina, inferti con un oggetto contundente, con ogni probabilità la parte più appuntita di un martello. Il decesso di Ingrosso sarebbe sopravvenuta in pochi minuti. Secondo il racconto della donna l’omicidio sarebbe avvenuto al termine dell’ennesima lite con il marito, che avrebbe cercato di strangolarla. La Greco avrebbe allora impugnato un martello, poi ritrovato e repertato dai carabinieri in una strada di campagna, e avrebbe colpito la vittima al capo. A giudicare dal numero di ferite riscontrate, la donna avrebbe agito in preda a un vero “raptus omicida incontrollabile”, infierendo sul corpo dell’artigiano brindisino. Sembra dunque ormai certo, ulteriori conferme potranno avvenire dagli esami dei carabinieri dei Ris, che l’omicidio sia avvenuto nella casa della coppia a Torchiarolo. Gli atti saranno dunque trasmessi al gip di Brindisi per competenza territoriale. L’autopsia ha inoltre confermato la macabra tesi degli investigatori secondo cui padre e figlia hanno cercato di smembrare il corpo. Sul cadavere, infatti, sono stati rinvenuti evidenti segni di “grossolani tentativi di lesioni all’osso del femore e dell’omero provocate, con ogni probabilità, da una sega artigianale”, compatibili con il segaccio e l’accetta rinvenuti dagli investigatori in un canneto. La Greco, nel corso dell’interrogatorio dinanzi al gip per la convalida del fermo, aveva respinto con forza le accuse di aver tentato anche di fare a pezzi il corpo del marito con una sega: “Non ho cercato di fare a del genere, non è mai stata mia intenzione tagliare i suoi arti o smembrare il corpo”, erano state le parole della donna. La donna aveva, invece, confermato il tentativo di bruciare il cadavere del marito con l’aiuto del padre: “Abbiamo caricato il corpo nell’autovettura di mio padre, siamo andati alla casa al mare e abbiamo bruciato il corpo nel cortile. Non sapevamo più cosa fare, abbiamo caricato il corpo in macchina, abbiamo trovato un posto e abbiamo scaricato il cadavere. Ho pulito da sola casa e ho messo il martello in una busta che poi ho consegnato a mio padre, non so dove l’ha buttata. La macchina di mio marito l’ho parcheggiata vicino all’officina”. A riscontro del racconto della Greco e del padre vi sarebbero anche le immagini di un impianto di video-sorveglianza che si trova nei pressi dell’officina della vittima. Le telecamere avrebbero ripreso “una vettura Hyundai di colore blu, del tutto simile a quella di Ruggero Greco, con a bordo due persone e sul retro un fagotto di colore chiaro”. Fondamentali sono state anche le dichiarazioni di due persone: una, in particolare, ha dichiarato di aver visto, lo scorso 8 gennaio, il padre della moglie assassina gettare due buste in un punto non lontano dal luogo del ritrovamento del cadavere. Piene conferme quindi al perfetto lavoro di indagine eseguito dai carabinieri del Comando provinciale di Lecce. Gli uomini del Reparto Operativo e del Nucleo investigativo, agli ordini del colonnello Salvo Gagliano, hanno risolto il caso in meno di 48 ore. Mariagrazia Greco si trova rinchiusa nel carcere di Lecce, mentre il padre è indagato a piede libero per vilipendio e occultamento di cadavere. 14 gennaio 2011 – Omicidio Ingrosso. La moglie: ‘Non volevo ucciderlo’ Il gip del Tribunale di Lecce, Carlo Cazzella, ha convalidato il fermo di Maria Grazia Greco, la 46enne di Surbo rea confessa dell’omicidio del marito, Antonio Ingrosso, il fabbro di Torchiarolo il cui cadavere è stato rinvenuto semicarbonizzato domenica mattina a Casalabate. Nelle oltre tre ore e mezzo di interrogatorio dinanzi al giudice per le indagini preliminari, la donna ha ripercorso i drammatici momenti di quel tragico venerdì mattina. La 46enne originaria di Surbo ha confermato di aver ucciso il marito colpendolo più volte al capo con un martello afferrato al culmine dell’ennesima lite scaturita per futili motivi. La Greco si è difesa spiegando come per il convivente fosse ormai prassi picchiarla e aggredirla, anche in presenza di estranei. Quella emersa è una storia familiare drammatica, contraddistinta da violenze fisiche e psicologiche per anni da parte del marito, ossessionato dal vizio del gioco. Anche nel corso dell’ultima fatale lite, l’uomo avrebbe tentato di strangolarla, cingendole il collo e sollevandola da terra. A quel punto, in preda al panico e all’ira, la donna ha afferrato un martello e ha colpito Ingrosso più volte, fracassandogli il cranio. “Non era mia intenzione ucciderlo – ha dichiarato la Greco tra le lacrime –, se potessi tornare indietro non lo rifarei”. La moglie omicida ha poi spiegato come il tentativo di cancellare ogni traccia del cadavere e di sviare i sospetti da se stessa, con l’aiuto del padre Ruggero di 82 anni, ora indagato a piede libero per vilipendio ed occultamento di cadavere, sia stato dettato solo dall’esigenza di preservare la loro unica figlia, Sabrina, da un ulteriore dolore e da una vicenda già tragica. La donna ha confermato il duplice tentativo di bruciare il cadavere. Padre e figlia avrebbero, infatti, cercato una prima volta di dar fuoco al corpo di Ingrosso nella residenza estiva dell’ottantaduenne a Torre Rinalda con dell’alcol. Un tentativo vano, cui ne sarebbe seguito un secondo con la benzina, avvenuto questa volta in via Pesce Luna a Casalabate, dove il corpo è stato abbandonato e ritrovato domenica mattina poco dopo le 8. La Greco, però, ha respinto con forza le accuse di aver tentato anche di fare a pezzi il corpo del marito con una sega: “Non ho cercato di fare a del genere, non è mai stata mia intenzione tagliare i suoi arti o smembrare il corpo”. Un ulteriore giallo cu solo l’autopsia potrà dare una risposta. L’esame autoptico sarà eseguito domani dal medico legale Alberto Tortorella. Un esame fondamentale per stabilire l’esatta dinamica e soprattutto l'orario del decesso di Antonio Ingrosso. Se, come confessato dalla Greco, l’omicidio fosse avvenuto nella loro abitazione di Torchiarolo, il caso passerebbe dalla Procura di Lecce a quella di Brindisi, competente per territorio. Maria Grazia Greco ha rivolto quindi un disperato appello al dottor Cazzella, chiedendo che le sia concessa la possibilità di stare vicino alla figlia perché gravemente malata. “Il mio futuro non mi interessa, la mia vita non esiste più. Tutto ciò che mi sta a cuore è il futuro di mia figlia. Non posso abbandonarla – ha detto la donna tra le lacrime –, tra poco dovrà sottoporsi a lunghi e delicati interventi chirurgici”. Tutto ciò che rimane, di un delitto consumato tra le mura domestiche con inattesa e terribile ferocia, è la storia di una famiglia distrutta, che saranno ora gli atti processuali a dover raccontare. Articoli correlati Omicidio Ingrosso Omicidio Ingrosso. Fermata la moglie

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