Norme per la tutela dei padri separati

Nonostante l'approvazione della legge sull’affidamento condiviso dei figli in caso di separazione, in Italia, il papà non viene considerato. Ugo Lisi propone una nuova legge

Il Governo italiano ha recentemente approvato la Legge 8 febbraio 2006, n° 54, sull’affidamento condiviso dei figli in caso di separazione coniugale. Nonostante questa forte presa di posizione dello Stato e nonostante il riconoscimento dell’importanza di entrambi i ruoli genitoriali, la dichiarazione della parità di diritti tra i sessi e la normativa vigente in materia di tutela dei minori, in Italia, il papà, nella maggior parte dei casi, non viene considerato nella giusta misura. Ugo Lisi denuncia il consolidamento di una prassi sbagliata: “Con riferimento alla cura dei figli nel nostro Paese, purtroppo, va sempre più consolidandosi una prassi che identifica il ruolo materno come esclusivo riferimento educativo per i figli minori. Al contrario, molti padri separati, vogliono vivere pienamente e con responsabilità la propria paternità, ma sono penalizzati da un pregiudizio sociale, fortemente radicato anche nella prassi giudiziaria”. Inoltre il padre sembra aver perso ogni diritto nell’esercizio del ruolo educativo e formativo dei propri figli, mentre ha sempre più doveri preminentemente economici. In più del 90% dei casi di separazione, il padre è tenuto a versare un assegno di mantenimento mensile per i figli che è spesso pari ad un terzo del proprio stipendio ed in circa il 70% dei casi la casa di abitazione viene assegnata alla ex moglie, proprio in quanto affidataria dei figli minori. Non è da tralasciare, tra l’altro, l’importante considerazione che la metà degli uomini separati con figli minori appartiene alle categorie degli insegnanti, degli impiegati e degli operai. “E’ evidente che con simili premesse molti di questi uomini rischierebbero seriamente di oltrepassare quella soglia di povertà che li porterebbe a vivere un senso di sconfitta e di frustrazione tale da non poter svolgere il ruolo genitoriale come, invece, vorrebbero- precisa Lisi- In considerazione di tutto ciò, insieme al collega Eugenio Minasso, abbiamo avanzato l’idea di una nuova proposta di legge che tenda a tutelare maggiormente la figura genitoriale maschile in casi di separazione coniugale”. Tra gli obiettivi della nuova proposta: fissare il principio che lo Stato riconosce l’importanza del ruolo paterno, congiuntamente a quello materno, per la crescita psico-fisica dei minori nelle diverse fasi della loro vita. Un’altra finalità è quella di assicurare ai padri separati, in situazione di difficoltà materiale e psicologica, il diritto ad un sostegno per consentire loro di recuperare e rafforzare la propria autonomia attraverso la promozione ed il sostegno all’istituzione di centri di assistenza e di mediazione familiari. Ha concluso Ugo Lisi: “Grazie alla nostra iniziativa, lo Stato promuoverebbe tutti quegli impulsi atti a ristabilire condizioni di effettiva parità di diritti tra uomo e donna nello svolgimento del ruolo genitoriale in regime di separazione, nonché di tutela del minore nel beneficiare della presenza di entrambi i genitori”.

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