Processo Basile. Il Riesame conferma la custodia cautelare per Colitti senior

Il Tribunale del Riesame Lecce ha rigettato l’istanza di scarcerazione presentata dalla difesa di Vittorio Colitti, il 67enne accusato, in concorso con il nipote, dell’omicidio di Peppino Basile, il consigliere dell’Italia dei Valori assassinato a Ugento la notte tra il 14 e il 15 giugno 2008. Il provvedimento è stato depositato in mattinata. Nei confronti di Colitti senior, il 21 dicembre scorso, era stata emessa una nuova ordinanza di custodia cautelare, dopo la scarcerazione avvenuta l’undici settembre per un vizio di forma. Nei giorni scorsi, sempre su istanza della difesa, il gip Carlo Cazzella aveva concesso i domiciliari al 67enne, le cui condizioni di salute non sono compatibili con il regime carcerario. “Lo stato di salute non appare compatibile con la custodia cautelare in carcere – ha scritto il gip nel suo provvedimento – e impone la sostituzione della misura più afflittiva con gli arresti domiciliari presso l’abitazione a decorrere dal momento in cui i sanitari dell’ospedale di Lecce riterranno opportuno dimetter il Colitti”. L’anziano agricoltore, infatti, si trova attualmente ricoverato, in stato di arresto, presso il reparto di cardiologia dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce ma nei prossimi giorni potrebbe essere già trasferito a casa. “La difesa tecnica di Vittorio Colitti – commenta l’avvocato Francesca Conte – ha preso atto, in data odierna, della conferma dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip, da parte del Tribunale del Riesame di Lecce. Coerentemente, pur non essendo stata depositata la motivazione, la difesa esprime massimo rispetto per il provvedimento stesso osservando che, una volta nota e depositata la motivazione, proporrà ricorso per Cassazione avverso il provvedimento medesimo poiché la Suprema Corte, tre volte su tre, ha dato ragione alle tesi difensive anando i provvedimenti sia del Tribunale del Riesame ordinario che di quello minorile”.

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