Abusi e molestie alla nipote 13enne

Un operaio 48enne di Taurisano è stato condannato a 4 anni di carcere. Tutto sarebbe avvenuto in mare, mentre giocavano a fare i tuffi, in uno stabilimento balneare di Lido Marini, vicino a Ugento

E’ una torbida storia di abusi e molestie sessuali quella che arriva dal basso Salento. Protagonista un operaio 48enne di Taurisano, che è stato condannato a quattro anni di carcere per aver abusato della nipotina di soli 13 anni. Tutto sarebbe avvenuto in mare, mentre giocavano a fare i tuffi, in uno stabilimento balneare di Lido Marini, vicino a Ugento. La ragazzina era andata in spiaggia con lo zio e due cugine. Secondo la testimonianza di una di loro, l’imputato e la presunta vittima sarebbero rimasti soli per alcuni minuti. In quel breve lasso di tempo lo zio avrebbe allungato le mani sulla 13enne. Nella successiva denuncia la ragazzina avrebbe descritto in maniera dettagliata gli atti sessuali e le molestie subiti dallo zio. Violenze confermate anche in sede di incidente probatorio in cui, però, il racconto della 13enne, non sarebbe stato completamente conforme a quanto scritto nella denuncia. La ragazzina all'epoca dei fatti, nel luglio del 2007, viveva in Svizzera con i genitori, che ogni estate, però, tornavano nel Salento per trascorrere le vacanze estive a casa dei parenti. Solo un anno più tardi, nel luglio del 2008, la piccola vittima si sarebbe decisa a denunciare l'accaduto, forse per paura di divenire nuovamente vittima dello zio. Una tesi accolta sia dall’accusa, rappresentata dal pubblico ministero Alessio Coccioli, sia dai giudici del collegio della seconda sezione penale, presieduto dal dottor Roberto Tanisi. Il legale del 48enne, l’avvocato Walter Gravante, aveva chiesto l'assoluzione per il suo assistito e ha già annunciato che ricorrerà in appello.

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