I consigli di Confcommercio per gli acquisti a saldo

Il negoziante ha l'obbligo di rendere noto il prezzo pieno di vendita

I saldi invernali 2011 sono iniziati il 6 gennaio. Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, ogni famiglia, quest’anno, spenderà poco più di 400 euro per abbigliamento e accessori, per un totale di spesa di 6,2 miliardi di euro, che va a incidere per il 18% sul fatturato del settore. “Il periodo dei saldi, – afferma Alfredo Prete, presidente di Confcommercio Lecce – rappresenta un momento particolarmente delicato sia per i consumatori, che aspettano questo periodo dell’anno per fare ottimi affari, sia per i commercianti, che sperano di recuperare eventuali cali di vendita registrati nel mesi precedenti, e soprattutto nel periodo natalizio”. Tuttavia, è necessario ricordare che si tratta anche di una fase di acquisto rischiosa, in particolare per l’acquirente, a causa della possibilità che la merce non corrisponda alla qualità attesa. “Per tale motivo – prosegue Alfredo Prete – è importante tener presente alcuni utili consigli che Confcommercio, in quanto associazione di categoria più rappresentativa sul territorio, vuole dare e che, siamo certi, saranno di sicuro aiuto per affrontare le spese con maggiore tranquillità, e perché no, anche per evitare di tornare a casa scontenti e senza soldi in tasca”. Il primo consiglio riguarda il cambio merce dopo l’acquisto, la cui facoltà dipende dal negoziante. Certamente, se il prodotto è danneggiato o non conforme (artt. 128 e ss. del Codice del Consumo d.lgs. 6 settembre 2005 n. 206), il commerciante è tenuto alla riparazione o alla sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto. La prova degli abiti invece non è prevista dalla legge ed è a discrezione del negoziante, mentre per i pagamenti le carte di credito devono essere accettate se il punto vendita espone la relativa indicazione. Infine, il prezzo: il negoziante ha l’obbligo di render noto il prezzo pieno di vendita, lo sconto e il prezzo finale. “Inoltre, per quanto riguarda l’andamento delle vendite e dei consumi nel periodo di Natale e Capodanno, – precisa Alfredo Prete – il primo monitoraggio, effettuato dalle Federazioni aderenti a Confcommercio, ha permesso di rilevare come il settore moda, sia stato quello che ha maggiormente subito un calo in termini di vendite, causato non solo da un contrazione generale dei consumi, ma, nel caso della nostra provincia, anche semplicemente da un ritardo dell’arrivo della stagione invernale”. Tutto ciò fa sperare in saldi particolarmente convenienti contrassegnati da una offerta ampia e a prezzi scontati.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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