Quindicenni

Quindici anni e non sentirli, in un'opera di Mozart-Da Ponte

Una cameriera cerca di convincere le padroncine che, sol perché i fidanzati son partiti in guerra, non devono per forza portare il lutto fino al loro ritorno. Fate alla militare, reclutate! Cioè godetevela se saltano fuori altri spasimanti; si può vivere senza amore, non senza amanti. Se poi gli oziosi cominciano a mormorare, dite pure che i signori vengono per me. Il discorso ha una sua rispettabilità morale. Ai maschietti piacciono troppo le armi, e le ragazze non possono rimanere sempre ad aspettare il cavaliere errante. Le ateniesi di Aristofane avevano fatto una cosa di segno opposto eppure affine: lo sciopero del sesso. Ma ciò che colpisce subito in quest'aria di “Così fan tutte” è l'accostamento verbale del primo verso: “Una donna a quindici anni”. A una certa età bisogna essere pronte a tutto: lo sguardo giusto, la bugia azzeccata, l'occhiolino e chissà cos'altro. E non bisogna mai deluderli gli uomini, siano belli o brutti. Di anacronistico (forse!) ci sono solo quei quindici anni, sorta di dissonanza lessicale che è segno dei tempi. Il resto potrebbe essere stato scritto ieri. Quando la regia è vivace, come nel caso di Nicholas Hytner, diventano belli anche i recitativi.

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