Il 'Vanoni' di Nardò per i 'Diritti a scuola'

L'Istituto ha presentato con successo la propria candidatura per l’accesso alle risorse della Regione Puglia nell’ambito del progetto

di Elena Balestrieri Riconquistare la motivazione dello studente a rischio dispersione; ampliare l’offerta formativa nel segno di un’organizzazione flessibile e più rispondente alle esigenze di classi sempre più numerose ed eterogenee. Sogno e battaglia di sempre nella scuola delle buone intenzioni a costo zero, ma ora anche possibilità concreta per l’Istituto tecnico superiore “Ezio Vanoni” di Nardò che ha presentato con successo la propria candidatura per l’accesso alle risorse tratte dal Programma operativo del Fondo sociale europeo 2007-2013 e messe a disposizione dalla Regione Puglia nell’ambito del progetto “Diritti a Scuola”. Il progetto sarà svolto in orario antimeridiano e pomeridiano dalle classi prime e seconde, per il recupero delle competenze di base in italiano e matematica, con il contributo di docenti precari reintegrati momentaneamente nel circuito lavorativo grazie a questa iniziativa. Le lezioni si svolgeranno nei locali disponibili, già adeguatamente attrezzati come aule laboratorio. I ragazzi delle prime e delle seconde affronteranno rispettivamente un modulo di cinque unità formative dal titolo “Oggi parlo io” e “Ho voglia di scrivere “, per affinare le tecniche di una lettura critica e della produzione scritta in lingua italiana.“Parliamo con i numeri” e “L’Algebra nella Realtà”, sono i moduli previsti, invece, per l’apprendimento della matematica. Il tutto all’insegna della tecnologia audiovisiva e di una didattica operativa per gruppi classe aperti e flessibili impegnati nell’approfondimento personale e critico di conoscenze mediate e condivise. Tante, allora, le aspettative per il ‘pool’ di docenti del Vanoni di Nardò che hanno risposto con sollecitudine all’invito della Dirigente scolastica, Maria Rosa Rizzo, a spendersi in questa bella avventura scolastica con una forte valenza sociale e professionale. Un’iniziativa formativa che riporta a scuola il tema dei diritti, e a più livelli. Il diritto allo studio e al successo formativo di ognuno, con le proprie peculiarità e istanze, che si esprimono al meglio – inutile illudersi del contrario – in gruppi non numerosi e dinamici in funzione alle idee progettuali da realizzare e alle problematiche educative legate ai contesti singoli. Il diritto del docente a lavorare in condizioni possibili non improbabili, nella certezza che le persone, e poi le loro competenze, si costruiscono attraverso interazioni fondate su un confronto prima di tutto umano. E questo richiede tempi adeguati e per ognuno. Il diritto a una scuola aperta davvero a tutti, non solo perché senza oneri per le famiglie, ma perché pronta a valorizzare le diverse forme dell’intelligenza, dal momento che le realizzazioni personali prescindono da giudizi predittivi e valutazioni puramente quantitative che segnano destini e fissano percorsi certi.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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