Mta. Culiersi interroga il sindaco

Maglie. All’indomani della pubblicazione delle foto dei camion della Mta mentre sversano un liquido putrido nei tombini, la consigliera Roberta Culiersi presenta un’interrogazione

All’indomani della pubblicazione di una foto sul Tacco d’Italia, che testimoniava una dubbia modalità di smaltimento di rifiuti speciali liquidi da parte dell’azienda municipalizzata di Maglie, la Mta, rifiuti derivanti probabilmente dal dilavamento delle strade, immediata la reazione della consigliera d’opposizione Roberta Culiersi, del gruppo consiliare “Per cambiare Maglie”.

mta fogna
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L’avvocata Culiersi infatti due giorni fa, il 15 dicembre, ha protocollato un’interrogazione al sindaco Antonio Fitto, che sarà discussa martedì prossimo. Nel dettagliato documento la Culiersi chiede conto delle modalità di smaltimento dei reflui e dei rifiuti speciali liquidi da parte dell’azienda che per il 51% è di proprietà del Comune di Maglie, dal momento che è fuor di dubbio che la foto pubblicata dal Tacco d’Italia ritragga un camion di proprietà della MtaTA mentre sversa in un tombino un liquido non meglio identificato. Poiché le acque di dilavamento delle strade e in generale i reflui, anche quelli del lavaggio degli automezzi, saturi di percolato, sono da considerarsi, ai sensi di legge, rifiuti speciali, (il Tacco ha pubblicato una recente sentenza della Cassazione che chiarisce la definizione di rifiuto speciale liquido), va da sé che la scena immortalata nella foto non sembrerebbe rispondere ai requisiti di legge. Inoltre Culiersi chiede spiegazioni sulle sanzioni disciplinari che alcuni dipendenti avrebbero ricevuto dai vertici aziendali, per capire quanto e se tali provvedimenti siano motivati. L’azienda infatti, riferisce la Culiersi nell’interrogazione, ha dichiarato che le foto sarebbero state scattate da alcuni dipendenti per vendicarsi di tali sanzioni disciplinari. Una vicenda tutta da chiarire, dunque. Non solo per capire se lo smaltimento dei rifiuti speciali sia effettuato a norma di legge e non comprometta al contrario un territorio già duramente provato e contaminato da decenni di emissioni di diossina, ma anche per verificare che a pagare siano come al solito i più deboli, in questo caso i lavoratori. C’è da aspettarsi risvolti importanti, dal momento che le stesse foto sono state inviate dal comitato “Strisce blu”, all’Arpa, alla Asl e per conoscenza, anche in Procura. L’interrogazione di Roberta Culiersi Premesso che – In data 14 dicembre 2010 il Tacco d’ Italia ha pubblicato un articolo con una foto ritraente un camion colto nell’atto di scaricare delle acque sporche in un bocchettone all’interno di un’area delimitata da una cancellata. – In data 15 dicembre 2010 la stessa foto é apparsa in un altro articolo pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno. – Che sempre dagli organi di stampa si è appreso che questo camion appartiene a MTA spa. Rilevato che – Il Direttore di MTA spa ha dichiarato sugli organi di stampa che la foto “ritrae l’interno del centro servizi della MTA, dove avviene il ricovero degli automezzi, nella zona PIP della città. In questa zona della città non esiste la fogna bianca ma esclusivamente la fogna nera. Quello che si vede non è un tombino stradale ma una grata di raccolta della rampa di lavaggio degli automezzi. Per cui non abbiamo immesso liquami nelle acque di superficie o del sottosuolo”. – Che lo stesso Direttore ha affermato, sempre a mezzo stampa, che la foto sarebbe stata scattata da un dipendente a scopi di ritorsione dopo essere stato raggiunto da sanzioni disciplinari. Considerato che – Che non si hanno elementi sufficienti sulla natura delle acque scaricate. – A prescindere dalle responsabilità che saranno individuate nelle sedi opportune, allo stato sarebbe opportuno accertare in ogni caso la natura delle acque sporche scaricate. – Che allo stato sarebbe opportuno un sopralluogo degli organi tecnici affinché verifichino lo stato dei luoghi e attestino formalmente che la grata ritratta nella foto costituisce grata di raccolta della rampa di lavaggio degli automezzi e non un punto di scarico di acque nella rete fognaria. Il sottoscritto Consigliere chiede Al Sindaco di conoscere: – che tipo di acque sono state scaricate, dove siano state convogliate e come siano state smaltite. – se abbia intenzione di investire formalmente della questione gli organi tecnici della Asl e di richiederne un intervento affinché verifichino la regolarità dello smaltimento. – i formulari di identificazione rifiuti che dimostrino che i residui dello spazzamento stradale vengono regolarmente smaltiti da MTA Spa presso l’impianto l’ATO LE/2. – quanto MTA spa spende ogni anno per lo smaltimento dei reflui derivanti dalla attività di gestione dei rifiuti. – la situazione occupazionale dei dipendenti di MTA spa e nel dettaglio quali e quanti provvedimenti disciplinari siano stati adottati nei confronti dei dipendenti di MTA spa nell’ultimo anno e con quali motivazioni. Maglie, 15.12.2010 Articolo correlato Reflui speciali? C'è chi li butta nella 'fogna bianca' (14 dicembre 2010)

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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