Rinnovabili e mafia: necessaria l’anagrafe degli impianti

“L’istituzione di un’anagrafe degli impianti di energia da fonti rinnovabili può consentire di risalire alle ditte che li hanno realizzati e perseguire illeciti e abusi”.

Lo ha detto il Presidente del Gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro, commentando le dichiarazioni del Presidente della Commissione parlamentare antimafia, Giuseppe Pisanu, che ha lanciato l’allarme su possibili infiltrazioni mafiose in Puglia nel settore delle energie rinnovabili. “Da tempo, come Gruppo Udc – ha sottolineato Salvatore Negro – chiediamo regole certe che possano scongiurare disastri ambientali e danni al paesaggio, come sta avvenendo in Puglia, dove l’impianto di torri eoliche e pannelli fotovoltaici sta avvenendo indiscriminatamente con l’espianto di ulivi, di vigneti e la distruzione di muretti a secco che caratterizzano il nostro paesaggio da secoli. Oggi scopriamo anche le attenzioni della mafia nel settore della green economy. Un allarme che la politica non può ignorare”. La proposta di legge chiede l’istituzione di un’anagrafe che contenga le seguenti indicazioni: a) dimensione dell’impianto; b) energia prodotta; c) quantità di energia utilizzata direttamente; d) quantità di energia commercializzata; e) quantità di energia ridotta proveniente da fonti tradizionali; f) individuazione del suolo su cui insiste l’impianto; g) dati identificativi dei titolari del diritto di proprietà, o di altro diritto reale, relativi ai cinque anni precedenti l’autorizzazione alla installazione degli impianti; h) ammontare delle risorse finanziarie utilizzate; i) circuito da cui derivano tali risorse ( proprio, bancario, assicurativo, ecc. ecc. ) ; j) dati identificativi dei soggetti richiedenti le relative autorizzazioni; k) dati identificativi dei soggetti concretamente gestori dell’impianto. “Siamo convinti – ha continuato il presidente del Gruppo Udc – che l’istituzione di un’anagrafe potrà scoraggiare illeciti ed abusi e consentire di risalire alle ditte che li hanno realizzati, permettendo in tempi brevi tutti i necessari controlli. Risulta apprezzabile lo sforzo della giunta regionale che ha varato le linee guida per regolamentare il settore. Come Udc – ha concluso Negro – siamo pronti a fare la nostra parte e a dare il nostro contributo nell’esame di tali linee in sede di Commissione, per giungere in tempi brevi ad una regolamentazione degli impianti di energia da fonti rinnovabili che non lasci spazio a dubbi e incertezze che possono favorire abusi o, peggio, consentire surrettiziamente l’ingresso di capitali di dubbia provenienza, e quindi il controllo del business dell’eolico e del fotovoltaico da parte di un mondo economico grigio, comunque non coincidente con l’economia legale, anzi, sovente, espressione della cosiddetta criminalità economica organizzata”. Da destra Salvatore Greco, coordinatore de “La Puglia prima di Tutto” parla della necessità di un legge quadro urge più che mai che riordini la materia dell’energia in Regione “Accanto alla necessità di fare chiarezza sul passato – sostiene Greco – chiarezza che andrà fatta attraverso lo strumento della commissione regionale di inchiesta, la cui istituzione proporremo come centrodestra lunedì prossimo, c’è l’esigenza non più rinviabile di dare al settore una legge organica di riordino del settore, come andiamo chiedendo inascoltati da cinque anni”. “Il presidente Pisanu – aggiunge il consigliere regionale – ci ha reso evidente che mentre il governatore, Nichi Vendola, girava l’Italia vantandosi di aver fatto di questa regione l’avanguardia delle energie rinnovabili, le campagne e i territori della regione venivano fatti oggetto di scempio ambientale e le organizzazioni mafiose provavano a mettere le mani sull’enorme business che vi gira intorno”. «Ci auguriamo – conclude Greco – di poter trovare sulle nostre proposte il parere concorde e unanime della maggioranza» Sul Tacco se ne parla già da tempo: Mafia ed energie rinnovabili in Salento
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