Il Pd in piazza: 'qui c'è l'Italia che non si vende'

Roma. Centinaia di migliaia di persone, provenienti da tutto il Paese, hanno dato vita a una manifestazione che ha avuto un solo protagonista: il segretario Pierluigi Bersani

di Andrea Gabellone Ieri pomeriggio a Roma, in piazza San Giovanni, c'era quella che dalle fila del Pd definiscono “l'Italia che non si vende”. Centinaia di migliaia di persone, provenienti da tutto il Paese, hanno dato vita ad una manifestazione in grande stile che, al di là dell'intrattenimento musicale, ha avuto un solo protagonista: il segretario Pierluigi Bersani. La prima sensazione è che, rispetto a qualche tempo fa, il popolo del Partito Democratico sia più presente nelle piazze; sembra si sia scrollato di dosso un po' di quella patina radical chic, da salotto buono. L'avvertire che il berlusconismo stia volgendo al termine, e una crisi sempre più nera, hanno sicuramente contribuito a rinnovare uno spirito che è stato il vero problema della sinistra moderata negli ultimi anni. Il resto lo fa Bersani: non è quello che si può definire un trascinatore di folle, ma parla chiaro, diretto, senza troppo rispetto per il registro o la grammatica. Insieme alla piazza grida “vergogna” contro quello che appare come il “mercato nero” dei deputati, la squallida caccia al voto per martedì prossimo, giorno del voto sulle mozioni di sfiducia al Governo, e si dice, Bersani, quasi spudoratamente pronto ad affrontare il faccia a faccia sul fronte elezioni. “Soprattutto, Bersani ha parlato dell'Italia che noi vogliamo” – afferma l'on. Bellanova, presente al discorso del segretario – “soffermandosi in modo particolare sulla proposta di un patto per il lavoro. Un patto che deve restituire attenzione a lavoratori ed imprese, perché si dia a queste persone la possibilità di rimettere in movimento la nostra economia”. E' anche vero che il panorama attuale aiuta a sostenere l'idea secondo la quale fare peggio sia praticamente impossibile. Sulla possibilità di elezioni, l'on. Bellanova non chiude la porta alle primarie, anche se “noi abbiamo un candidato che oggi è stato ulteriormente rafforzato e riconosciuto dal popolo del centro-sinistra. Non abbiamo nessun timore e non è certo il tema delle primarie che ci preoccupa”. E Vendola? Vendola vi preoccupa? “Assolutamente no” – dice – “noi siamo un grande partito e lavoriamo per dare risposte ai problemi del Paese. Abbiamo le argomentazioni e la classe dirigente per andare al confronto anche con Vendola, il quale dovrebbe, nel frattempo, occuparsi molto della nostra Regione. I dati negativi sembrano, infatti, voler continuare a flagellare i cittadini pugliesi”. Tuttavia, l'impressione sul centro-sinistra italiano è che, tra un possibile, nuovo suicidio elettorale e il governo del Paese, si debba affrontare l'incognita Nichi.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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