Tentato furto alla Bnl di Lecce: c'è un arresto

Roma. Uno dei presunti autori incastrato dalle impronte digitali a distanza di quasi undici mesi dal colpo

A distanza di quasi undici mesi il cerchio si è stretto attorno a uno dei presunti autori del tentato furto ai danni della filiale Bnl di Lecce di piazza Sant’Oronzo, avvenuto il 30 gennaio del 2010. Ieri, gli agenti della Squadra Mobile hanno arrestato a Roma, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, Alessandro Adamo, pregiudicato 36enne. In quel freddo pomeriggio d’inverno, obiettivo dei malviventi erano il denaro, i valori e gli oggetti preziosi contenuti all’interno del caveau e delle cassette di sicurezza della banca. La banda aveva provveduto a scardinare delle grate e a praticare un buco nella parete dell’intercapedine che collega il vano scantinato attiguo alla banca all’interno dell’istituto di credito, con un foro di 40 cm di apertura. A mettere in fuga i ladri, che si erano serviti anche di un sofisticato oscilloscopio, era stato però il sistema d’allarme. Sul posto erano intervenuti gli agenti della Squadra mobile di Lecce e della polizia scientifica. I ladri si erano dati alla fuga abbandonando gli attrezzi utilizzati per lo scasso, la strumentazione elettronica (oscilloscopio) e altro materiale necessario per accedere all’interno dei vani sottostanti l’istituto di credito, dove si trova il caveau. Nel corso delle indagini sono stati repertati numerosi oggetti ed attrezzi, poi trasmessi al Gabinetto interregionale della polizia scientifica di Bari per l’esecuzione dei rilievi tecnici. Questi ultimi hanno consentito di rilevare delle impronte palmari e digitali utili per eventuali confronti. I 17 frammenti di impronta sono stati inseriti nel sistema Afis. L’esame degli stessi ha consentito di risalire all’identità di Adamo, che in passato ha prestato attività lavorativa alle dipendenze di alcune ditte specializzate nell’installazione e manutenzione degli impianti elettrici e in particolare nei sistemi di allarme. A incastrare il 36enne, per uno strano caso del destino, sarebbero state le impronte lasciate proprio sul manuale d’istruzione dell’oscilloscopio.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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