Il PdL a De Masi: “Annulli l’aumento Tarsu”

Gli atti adottati dal commissario ad acta per recuperare il credito vantato dalla “Monteco” nei confronti del Comune di Casarano sarebbero illegittimi. Il PdL ha spiegato il perché in un dossier

L’opposizione di centro-destra ha chiesto al sindaco, Ivan De Masi, l’anamento in autotutela delle delibere relative all’aumento del 56% della tassa sul servizio di spazzatura (Tarsu). Gli atti, adottati dal commissario ad acta, Giovanni Papadia, nominato dal Tar di Lecce per recuperare il credito vantato dalla “Monteco” di 2,5 milioni di euro, sarebbero illegittimi per vari motivi che il Pdl ha esposto in un dossier inviato anche al prefetto di Lecce, alla Procura della Repubblica di Lecce e alla Corte dei Conti di Bari. L’aumento delle tariffe per gli anni 2010 e successivi (del. n. 12/2009) sarebbe illegittimo in quanto porterebbe la copertura del costo del servizio al 151%, ben oltre il limite massimo imposto per legge (100%). La deliberazione n. 13/2009 di Papadia, inoltre, che dispone la variazione del bilancio di previsione per gli esercizi 2009-2010-2011, sarebbe illegittima per l’assenza del prescritto parere dell’organo di revisione. I vizi delle delibere evidenziati dalla documentazione esibita dal gruppo consiliare del Pdl (Giampiero Marrella, Antonio Gatto e Luigi Bartolomeo) sarebbero già sufficienti per giustificare la richiesta di anamento delle delibere del commissario, ma il Pdl rivela un fatto clamoroso che metterebbe in forse il credito vantato dalla Monteco, almeno per quanto riguarda gli anni dal 2003 al 2006. “Nell’epidermica ricognizione degli atti”, operata dal consigliere Marrella, il Pdl si è imbattuto in una sentenza del Consiglio di Stato del 17 aprile 2003 nel procedimento di appello promosso dalla “Ecotecnica”, società concorrente della Monteco, contro il Comune di Casarano per la proroga del servizio concessa alla ditta di Campi Salentina dopo la scadenza del contratto (28 febbraio 2002). Con questa sentenza venivano anati gli atti presupposti al rinnovo del contratto di appalto relativo alla raccolta dei rifiuti solidi urbani del Comune di Casarano. In sostanza, l’anamento decretato con la sentenza del Cds “sanciva definitivamente l’inesistenza del rapporto contrattuale tra la Monteco e il Comune di Casarano” a partire dall’1 marzo 2003. Pertanto, il contratto originariamente stipulato tra le parti si concludeva alla scadenza naturale del 28 febbraio 2002. “Il requisito della continuità nell’esecuzione del contratto – scrive l’opposizione – rappresenta la conditio sine qua non per l’applicazione dell’istituto della revisione prezzi”, su cui si basa gran parte del credito vantato dalla Monteco nei confronti del Comune. Di conseguenza, la richiesta della “Monteco” della revisione prezzi, limitatamente al periodo dall’1 marzo 2002 al 31 marzo 2006, sarebbe illegittima.

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