Antimafia: infiltrazioni nel settore della Green Economy

 

La criminalità si accaparra terreni per fotovoltaico ed eolico. Lo ha detto il presidente della commissione, Pisanu, al termine delle audizioni

In Puglia ci sono segnali di “infiltrazioni mafiose nel settore delle energie pulite”. Lo ha detto il presidente della commissione bicamerale Antimafia, Giuseppe Pisanu, incontrando i giornalisti al termine della due giorni di audizioni della commissione. “Certi criminali – ha spiegato – hanno dimostrato abilità di ricorrere agli intrecci finanziari e societari per muovere i propri capitali, e abilità con cui scelgono i settori più redditizi di investimento. Basti pensare a quello che stanno facendo nel settore della ‘green economy’, delle energie alternative”. Il riferimento è all’accaparramento di terreni per fotovoltaico ed eolico, con investimenti diretti o di società esterne a cui rivendere le aree. Il Salento è, in questo caso, “terra fertile”. I numeri. Tremila in tutto gli affiliati ai clan dalla Capitanata al Salento. Cinquantaquattro gli omicidi nel distretto di Bari nel 2010: più 11,8 per cento rispetto agli anni precedenti e alle altre regioni. Numeri da record che fanno della Puglia una vera e propria emergenza nazionale. A disegnare il quadro criminale alla commissione antimafia sono stati il procuratore della Repubblica di Bari Antonio Laudati e il procuratore generale della Repubblica presso la Corte d´appello di Bari, Antonio Pizzi. Audizioni anche per il prefetto Carlo Schilardi, il questore Giorgio Manari, i comandanti provinciali dei carabinieri e della guardia di finanza del capoluogo, Aldo Iacobelli e Vito Straziota. Mafia e politica. Per Pisanu, negli ultimi anni anche in Puglia la criminalità ha scelto di far perdere i punti di riferimento “inabissandosi” ovvero facendo tacere le armi e favorendo gli affari per ottenere complicità di amministrazioni locali, del mondo delle professioni e dell’imprenditoria. La ricerca del consenso. Il presidente della commissione ha sottolineato l’impegno della criminalità nella ricerca del consenso sociale: “sette squadre di calcio pugliesi sono risultati colluse col crimine organizzato”. 10 dicembre 2010 – Commissione antimafia in Puglia: iniziate le audizioni La Commissione bicamerale antimafia, presieduta dal senatore Giuseppe Pisanu, si è riunita in Prefettura a Bari dove per due giorni si terranno alcune audizioni. Sono stati già ascoltati il prefetto e il questore di Bari, Carlo Schilardi e Giorgio Manari, i comandanti provinciali dei carabinieri e della guardia di finanza del capoluogo, Aldo Iacobelli e Vito Straziota, il procuratore generale presso la Corte d’appello di Bari, Antonio Pizzi, al termine della quale sarà ascoltato il procuratore di Bari, Antonio Laudati. La Commissione vuole fare il punto della situazione sulla mafia pugliese dopo i recenti delitti, avvenuti in particolare nel foggiano, (omicidio dei fratelli Piscopo, a Vieste). Come documenta l’ultima relazione della Dia, in Puglia la mafia va ricercata negli appalti pubblici, che sono, oltre all’edilizia, la sanità, i rifiuti e, ultima frontiera, le energie rinnovabili. E come dimostrano diverse inchieste, più volte in Puglia la magistratura ha dimostrato le infiltrazioni mafiose nell’affare rifiuti. “La Regione Puglia continua a essere caratterizzata dalla presenza di una realtà criminale fluida, contrassegnata da una pluralità di consorterie che si relazionano internamente ed esternamente con equilibri spesso incerti e mutevoli”. Si apre così l’ultima relazione semestrale (gennaio – giugno 2010) della Dia (Direzione investigativa antimafia). “Le incertezze dello scenario – si legge – sono ricollegabili alle pressioni investigative subite dal tessuto mafioso, che hanno determinato lo scompaginamento di radicate organizzazioni delittuose, l’arresto di personaggi di qualificato spessore criminale nonchè l’aggressione dei patrimoni illeciti a essi riconducibili”. I tratti essenziali – La posizione geografica favorisce il traffico di stupefacenti in quanto fa della Puglia una naturale porta di ingresso e transito anche verso altre destinazioni. – Traffico di esseri umani – La penetrazione dell’economia legale è resa possibile dalla compromissione degli ambienti economico – finanziari e istituzionali locali – Il ciclo estorsivo è praticato per garantire sostegno economico alle famiglie dei detenuti – Molte le truffe nel settore agricolo per l’indebita concessione di contributi o truffe tramite rapporti fittizi tra imprese inesistenti e finti contadini – La capacità da parte dei clan di armarsi – Reclutamento di minorenni in tutte le province pugliesi. “Essi passerebbero in maniera graduale dai reati predatori allo spaccio di droga per poi giungere ad espressioni criminali più sanguinose”. Articolo correlato Criminalità: le inchieste giudiziarie destrutturano i clan (6 dicembre 2010)

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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