Volontariato in Puglia: 90mila i cittadini attivi nel settore

Una riflessione di Csv Salento sulla realtà regionale per la Giornata mondiale dedicata al grande impegno che si celebra oggi. Il punto sulle risorse investite, la progettazione sociale, il lavoro di rete, la formazione

Un esercito di 90mila persone impegnate in un volontariato di cittadinanza, con l'obiettivo di contribuire in modo sempre più incisivo e concreto a migliorare la qualità della nostra vita. Questa l'istantanea che offre il mondo del volontariato pugliese per il 5 dicembre, la Giornata mondiale promossa dall'Assemblea generale dell'Onu, celebrata ogni anno per riportare l'attenzione sul lavoro silenzioso di migliaia di cittadini. In un contesto regionale di circa duemila associazioni, le 90mila unità del popolo del volontariato pugliese costituiscono – secondo le stime effettuate dall’Eurispes, nel Rapporto Italia 2010 – l’8,2% del volontariato nazionale. Ed evidenziano un trend di crescita costante, portando alla luce persone nella maggioranza dei casi di sesso maschile, in media di età matura, nel 47% dei casi impegnate fino a 5 ore alla settimana. Un segnale importante è anche proprio l'emersione di un volontariato di cittadinanza, più consapevole e più maturo, l'attività dei volontari si rivolge infatti per il 49% di essi ai cittadini in maniera generica, seguono le persone disabili con il 12%, i bambini e minori con l’11% e i malati con il 6%. Un indice questo di una volontà di essere parte attiva in quei processi che possono innescare cambiamenti e progressi per l'intera collettività. Ed è infatti in questa logica che “occorre ragionare sempre di più – sottolinea Luigi Russo, presidente del Centro servizi volontariato Salento – per un volontariato che non rappresenti più una dimensione residuale, da “tappabuchi”. C'è infatti la consapevolezza che occorra partire dai problemi e intorno a questi avviare un confronto che porti a politiche migliorative”. Diversi i fronti e le azioni su cui il volontariato pugliese si sta impegnando, mostrando una capacità di guardare alle sfide del futuro e un'evoluzione sul piano culturale rispetto a cui i Centri di servizio hanno svolto un ruolo importante. Il Bando Perequazione per la progettazione sociale, in linea con quanto prevede la legge quadro 266/'91 e attraverso le risorse delle Fondazioni Bancarie, ha messo a disposizione dei volontari pugliesi un budget di quasi 6 milioni di euro, risorse fondamentali che stanno finanziando interventi capaci di far fronte a situazioni di povertà estrema, emergenze ambientali, carenze di servizi per minori, disabili, anziani, famiglie, stranieri, giovani e adolescenti. Di fondamentale importanza anche il programma Formazione quadri del terzo settore meridionale, finanziato dalla Fondazione per il Sud, giunto alla seconda edizione e finalizzato ad approfondire le modalità con cui le organizzazioni del terzo settore meridionale, in collaborazione con le istituzioni pubbliche secondo il principio di sussidiarietà, possono contribuire allo sviluppo del Sud. E insiste sempre in questa direzione la Fondazione per il Sud con il Bando per il sostegno a programmi e reti del volontariato, appena chiuso, sperimentato con la volontà di promuovere le modalità di lavoro in rete tra le organizzazioni di volontariato, con l'obiettivo di accrescere il loro impatto sociale sul territorio e lo sviluppo delle comunità, rafforzarne la portata innovativa, l'efficacia sociale delle azioni, le potenzialità di sviluppo e di crescita. E' quindi lavorando in questa ottica che il volontariato pugliese affronta nel contesto nazionale le sfide che si pongono davanti. La forte mobilitazione messa in piedi nelle settimane scorse non a caso ha portato allo stralcio del comma 1 dell’art. 5 di un progetto di legge sui territori di montagna che consentiva di fatto la modifica della legge 266/91, utilizzando i suoi strumenti e risorse per sostenere i territori di montagna, senza che vi fosse stata alcuna consultazione. Nella sola Puglia sono state raccolte contro il progetto, in una sola settimana, circa 5mila firme di associazioni di volontariato, organismi del terzo settore e associazioni di promozione sociale, firme che sono state inviate al governo centrale. E continua in queste ore anche la mobilitazione dell'intero mondo del volontariato nazionale sulla questione del 5 per mille. Dei 400 milioni di euro del 2010 necessari a rispondere alle scelte dei cittadini, infatti, la legge di stabilità per il 2011 stanzia solo 100 milioni. Il 5 per mille diventerebbe così l’uno per mille, configurando – sottolineano le organizzazioni più rappresentative del mondo del volontariato richiamando le altre sfide – una beffa, un attacco all'intero terzo settore, che va ad aggiungersi alla cancellazione delle agevolazioni alle tariffe postali per il non profit, al taglio del 75% dei fondi per i servizi sociali e alla riduzione dei fondi per il servizio civile.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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