Dai domiciliari contatti con l'esterno. Grazie a facebook

L'uomo di Gagliano del Capo, è ora in carcere. Tramite il noto social network, aggirava le prescrizioni di non avere rapporti con nessuno

I Carabinieri della Stazione di Gagliano del Capo hanno arrestato, in esecuzione di un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere in sostituzione degli arresti domiciliari, emessa dal Tribunale di Lecce – Sezione dei Giudici per le Indagini Preliminari, Lucio Bisanti, detto Bambinella, 37enne del posto. Bisanti, pluripregiudicato, si trovava agli arresti domiciliari a seguito del suo arresto avvenuto lo scorso 26 marzo. Fra le prescrizioni impostegli dall’Autorità Giudiziaria al momento della concessione del beneficio degli arresti domiciliari, c’era l’obbligo di non frequentare persone diverse dai componenti il nucleo familiare del detenuto o da quelle che, eventualmente, lo assistono. La mancata osservanza di una sola delle prescrizioni imposte, come ben noto allo stesso Bisanti, comporta la revoca del beneficio. Il 18 ottobre l’uomo era tornato presso la propria abitazione ed ai carabinieri, pochi giorni dopo, sono arrivate varie voci che riferivano in modo concorde di una intensa attività sociale di Bambinella che andava ben oltre la frequentazione dei componenti il nucleo familiare. Subito i militari hanno cercato di organizzare dei servizi di osservazione della casa dell’uomo, ma l’attività si è dimostrata ben presto poco praticabile. L’abitazione, infatti, è ubicata in una via strettissima di Gagliano del Capo dove transitano solo i residenti e una faccia nuova desta subito curiosità o allarme. Inoltre l’appartamento di Bisanti è al primo piano, punto da cui ha ottima visuale della strada sottostante; al piano terreno risiede sua madre e la casa ha due ingressi situati su vie diverse. Tutta questa serie di elementi rendeva sostanzialmente impossibile svolgere un proficuo servizio di osservazione in condizioni di sicurezza. Fortunatamente per i carabinieri, le stesse voci che riferivano l’intensa attività sociale di Bisanti hanno anche riportato un particolare interessante: l’uomo si vantava di aver aggirato potenziali controlli contattando gli amici tramite un noto social network utilizzato al posto dei telefoni cellulari. I militari non si sono persi d’animo e, dopo essersi iscritti al sito hanno cominciato a richiedere l’amicizia a numerosi iscritti al social network originari di Gagliano del Capo fino a quando una persona che annoverava Lucio Bisanti fra i suoi contatti, ha accettato l’amicizia dei Carabinieri. Utilizzando questo contatto intermedio come inconsapevole “cavallo di Troia” telematico, gli investigatori hanno potuto visualizzare la lista dei contatti e delle attività di Bisanti. Ciò che le fonti informative avevano confidenzialmente riferito ai Carabinieri di Gagliano del Capo ha trovato puntuale conferma sulle pagine del social network. Bisanti, infatti, non solo conversava quotidianamente con persone esterne al nucleo familiare, ma ne riceveva molte presso la propria abitazione. Prova degli incontri erano le foto pubblicate su internet, con tanto di data ed ora, nelle quali comparivano l’arrestato e gli amici e le amiche. A tali cimeli il soggetto aggiungeva frasi dal contenuto “belligerante” tratte a piene mani dalla più recente filmografia nelle quali preannunciava un suo immediato ritorno a seguito del quale avrebbe spazzato via i suoi nemici, con chiaro riferimento ai Carabinieri che negli ultimi due anni lo hanno arrestato più volte. Scaricato il copioso materiale probatorio, i Carabinieri hanno subito informato la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecce. Su delega dell’Autorità Giudiziaria, hanno effettuato degli approfondimenti investigativi dai quali è emerso che la condotta di Bambinella non era occasionale, ma assidua. A tali accertamenti, i militari hanno aggiunto dei riscontri effettuati controllando i frequentatori dell’abitazione di Bisanti a poche decine di metri dalla casa del detenuto e incrociando la data e l’ora del controllo con le fotografie che, nel giro di poco tempo, venivano pubblicate su internet e che ritraevano i soggetti controllati accanto al padrone di casa. Risultando evidente la mancata osservanza, da parte di Bisanti, degli obblighi impostigli al momento della sottoposizione agli arresti domiciliari, la Procura della Repubblica del Tribunale di Lecce ha chiesto al Gup la sostituzione del beneficio con la custodia cautelare in carcere. Il Tribunale di Lecce – Sezione dei Giudici per le Indagini Preliminari, concordando pienamente con le risultanze investigative raccolte dai Carabinieri e condivise dal P.M., ha emesso l’ordinanza restrittiva oggi eseguita dai militari della Stazione Carabinieri di Gagliano del Capo. Lucio Bisanti, quindi, è stato prelevato dalla propria abitazione e tradotto presso la Casa Circondariale “Borgo San Nicola” di Lecce.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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