“Minacce e intimidazioni sulla democrazia cittadina”

Finché si può sbandierare la propria posizione senza contraddittorio e senza essere disturbati, fino a quando si può dire tutto ed il contrario di tutto e si possono manifestare le proprie convinzioni, allora ci si muove nel solco della democrazia.

La lettura della nota sottoscritta da sei segretari di partito riportata da siti web, avente ad oggetto “minacce e intimidazioni sulla democrazia cittadina” rende necessario un intervento in quanto raramente si è letto qualcosa di tanto poco democratico quanto la nota citata. Non ci si stupisce se forze politiche locali, che evidentemente fanno fatica ad esprimersi su un piano di confronto politico corretto, ricorrono alla mistificazione sistematica dei fatti pur di perseguire un consenso popolare da tempo ormai perso, ma dalla stessa lettura del comunicato emerge tutta la contraddizione insita in quelle stesse forze politiche. In primo luogo si falsano i fatti, riferendo circostanze non vere già chiarite dallo stesso Comando di Compagnia dei Carabinieri. Si afferma, pur tuttavia, che le pietre ritrovate fossero state divelte (è più che chiara l’insinuazione) da qualcuno che intendeva utilizzarle contro i manifestanti. Gli stessi Carabinieri hanno rilevato che si trattava di pietre di risulta di lavori effettuati nei giorni precedenti e che non c’era alcun collegamento tra la presenza di queste ed i dipendenti Italgest presenti alla manifestazione. I lavoratori presenti alla manifestazione non hanno in alcun modo intralciato lo svolgersi della manifestazione! La realtà è ben diversa! Finché si può sbandierare la propria posizione senza contraddittorio e senza essere disturbati, fino a quando si può dire tutto ed il contrario di tutto e si possono manifestare le proprie convinzioni, allora ci si muove nel solco della democrazia. Pur tuttavia, se un gruppo di persone che non la pensa allo stesso modo, decide di essere presente alla manifestazione, esercitando un proprio diritto costituzionale, così un cittadino imprenditore che si ritiene bersaglio della manifestazione, decide di essere presente, allora tale presenza diviene provocazione, attentato alla democrazia locale e, forse anche alla Costituzione. L’incapacità del confronto democratico, in realtà, si manifesta proprio nell’intervento in questione, che considera democratico solo il confronto senza interlocutore, perché è solo quello che, in assenza di argomentazioni serie, può impedire alla cittadinanza di formarsi autonomamente una propria coscienza critica e di interpretare e comprendere le problematiche. Faccio appello alle forze politiche, almeno a quelle presenti nel sistema costituzionale, al senso di responsabilità che dovrebbe contraddistinguere i propri dirigenti, per evitare inutili scontri e contrapposizioni che potrebbero causare lacerazioni insanabili nella città. Sasà Stanca

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