Premio Boulvert a un assegnista dell'Ateneo salentino

Pierangelo Buongiorno ha vinto il riconoscimento con uno studio sull’attività del Senato nel corso del principato di Claudio

Pierangelo Buongiorno, assegnista di ricerca per il settore Ius/18 (Diritto romano e diritti dell’antichità) presso il Dipartimento di Studi giuridici dell’Università del Salento, ha vinto il Premio romanistico internazionale “Gérard Boulvert”, assegnato ogni anno dal Consorzio interuniversitario omonimo (d’intesa con la rivista di diritto romano “Index”) e dall’Università di Roma “La Sapienza”, sotto l’Alto patronato del Presidente della Repubblica. La cerimonia di premiazione si è svolta nei giorni scorsi a Roma, nella sede del Cnr. L’iniziativa del Premio, giunta all’ottava edizione, è sostenuta dall’Istituto Banco di Napoli Fondazione ed è volta a incoraggiare i lavori di giovani studiosi di ogni nazionalità pubblicati nel triennio 2007-2009. Oltre al (primo) Premio “Gérard Boulvert”, la cerimonia ha visto l’assegnazione di sette premi speciali ad altrettante opere prime di rilevante interesse per la comunità scientifica internazionale. Buongiorno è risultato primo su 47 concorrenti per la sua monografia “Senatus consulta Claudianis temporibus facta. Una palingenesi delle deliberazioni senatorie dell’età di Claudio (41-54 d.C.)” (ESI, Napoli 2010). La giuria, composta dai professori Luigi Labruna, Direttore della Rivista “Index” (Università di Napoli Federico II, Presidente); Jean Andreau, Directeur d’Études (Paris, Ehess); Luigi Capogrossi Colognesi (Università di Roma “La Sapienza”); Alessandro Corbino, Presidente del Centro Romanistico Internazionale “Copanello” (Università di Catania); Teresa Giménez-Candela (Universitat Autònoma de Barcelona); Michel Humbert (Université de Paris II); Rolf Knütel (Universität Bonn); Pascal Pichonnaz (Université de Fribourg); Alan Rodger Lord of Earlsferry, Justice of the Supreme Court of the United Kingdom (London); Martin Schermaier (Universität Bonn); e Laurens Winkel (Erasmus Universiteit Rotterdam), ha espresso sul lavoro monografico di Buongiorno il seguente giudizio: “L’opera rappresenta un importante contributo allo studio del principato di Claudio e delle novità allora introdotte nell’attività normativa, amministrativa e giudiziaria. Grande merito dell’autore è, inoltre, l’aver realizzato, con metodo rigorosissimo, la palingenesi dei senatusconsulta di età claudiana, offrendo un prezioso strumento di lavoro che costituisce anche un modello esemplare per future ricerche”. La biografia di Pierangelo Buongiorno Pierangelo Buongiorno, classe ’81, si è laureato in Lettere classiche a Lecce e ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia antica a Bari. Soggiorni di studio in Germania, borsista presso l’Istituto universitario di Studi superiori di Pavia, dal 2004 collabora con gli insegnamenti romanistici attivati presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università del Salento. Assegnista di ricerca per il settore Ius/18 (Diritto romano e diritti dell’antichità) dal 2009, sotto il tutorato della professoressa Francesca Lamberti, conduce un’indagine su “La produzione normativa nel I secolo dopo Cristo: i rapporti fra il principe e il senato”. Redattore dei “Quaderni Lupiensi di Storia e Diritto”, partecipa a progetti di ricerca nazionali e internazionali e ha tenuto, su invito, relazioni e lezioni presso Università e Centri di ricerca italiani e europei (Trento, Venezia, Heidelberg, Mainz, AEK-DAI München). La pubblicazione Il volume “Senatus consulta Claudianis temporibus facta. Una palingenesi delle deliberazioni senatorie dell’età di Claudio (41-54 d.C.)” colma l’assenza, nel panorama scientifico degli studi sull’età del principato, di una compiuta analisi, con connessa palingenesi, dell’attività amministrativa, normativa e giudiziaria del senato nel corso del principato di Claudio. Oltre alla ricostruzione del tenore e alla realizzazione di un compiuto commento dei senatus consulta emanati nel periodo in esame, l’indagine ricostruttiva operata nel volume ha prodotto una serie di risultati innovativi, legati all’esame del contenuto delle singole delibere senatorie. Infine, l’analisi sistematica dell’attività dell’organo senatorio sotto l’imperatore Claudio ha – da un lato – confermato il rilievo di questo periodo, cruciale per l’evolversi dei rapporti fra il princeps e l’assemblea dei patres; dall’altro ha sfatato alcuni ‘luoghi comuni’ della storiografia, dimostrando un ruolo ancora attivo del senato e una sua funzione di custode delle tradizioni repubblicane, venuta a scemare solo in età successiva.

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