“Della malapolitica copertinese e del nostro futuro ipotecato”

Lettera aperta di Anna Cordella (coordinamento provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà) sull'operato dell'amministrazione comunale di Copertino guidata da Giuseppe Rosafio

di Anna Cordella Sento la necessità di scrivere questa lettera per condividere impressioni e sentimenti di indignazione e rabbia nei confronti di questa amministrazione. Le ore trascorse a guardare impotente il mio paese affogare sotto la furia di un violento nubifragio, sono state un detonatore che, con violenza inaudita, ha riportato alla mente tutte le contraddizioni e le violenze che la nostra città e noi tutti siamo costretti a vivere da troppo tempo ormai. Avevo deciso, dopo il risultato elettorale che consegnava la città al centro destra, di accettare il mandato uscito dalle urne che mi aveva attribuito una delega di opposizione esterna a questa amministrazione. Nel pieno rispetto del processo democratico e delle istituzioni avevo deciso insieme ai compagni di Sel, di non intervenire con forza nel dibattito politico cittadino ma di seguirlo da lontano sforzandomi di cercare una logica nelle scelte politiche di questa amministrazione nel tentativo di allontanare con forza la percezione che il nostro paese e le nostre vite fossero diventate pedine di una partita a risiko fra meschini interessi privati. Ma a tutto c’è un limite. La tracotanza con cui questi amministratori tiranneggiano sulla nostra città è ormai divenuta insostenibile, non solo a causa della vessazione democratica con cui percepiscono le istituzioni ma soprattutto per la noncuranza e la negligenza con cui affrontano i problemi della nostra comunità. In quest’ultimo periodo tre scelte dell’amministrazione mi hanno violentemente colpita. La prima di queste consiste nella concezione privatistica della politica che ha trovato una manifestazione spietata nel modo in cui il Sindaco ha deciso di ritirare le deleghe ai propri assessori. Nella segretezza con cui è stata condotta quell’operazione c’era tutta la prepotenza di una classe dirigente che rivendica con forza come la politica a Copertino sia ormai “cosa loro”. Qualcosa da gestire nel silenzio di Palazzo Briganti senza neanche curarsi di comunicare ai consiglieri comunali o ai cittadini che gli assessori non avevano più deleghe. Ho pensato che sarebbe stata una sospensione momentanea, che si sarebbe subito posto rimedio perché un paese con 25 mila abitanti non può permettersi di non avere degli assessori. Sbagliavo! Perché alla base di quella manovra non c’era l’esigenza di sostituire chi nella precedente giunta non aveva lavorato correttamente, ma solo la necessità di procedere ad un rimpasto per mantenere equilibri politici e accontentare amici. Poco importa se a tutt’oggi non siano ancora state riconsegnate le deleghe agli assessori (che però continuano a ricevere regolarmente l’indennità di funzione) e che il paese continui lentamente ad agonizzare sommerso da tantissimi problemi ai quali non viene data risposta. La seconda consiste nella mancata adesione dell’amministrazione alla richiesta della ASL di individuare un lotto insistente sul territorio comunale da destinare all’edificazione del nuovo ospedale intercomunale. Il Piano Sanitario Nazionale prevede che nella Provincia di Lecce vengano costruiti 4 nuovi ospedali da 450 posti letto tali da avere un bacino di utenza di circa 200.000 abitanti. L’area individuata per la costruzione dell’ospedale del versante ionico si trova tra i comuni di Copertino, Nardò e Galatina. L’Asl ha proceduto a chiedere alle amministrazioni di questi comuni la disponibilità ad individuare un’area di 10 ettari da destinare alla costruzione del nuovo nosocomio. Un’amministrazione attenta allo sviluppo del proprio territorio avrebbe immediatamente colto la possibilità di crescita legata a questa importante richiesta. Purtroppo la risposta dell’amministrazione comunale si è articolata in un secco diniego. Questo a dimostrazione ulteriore, qualora ce ne fosse bisogno, che il centro destra copertinese non solo naviga a vista ma non riesce nemmeno a cogliere le potenzialità di crescita provenienti dall’esterno. L’ultimo atto che rappresenta la sublimazione della logica clientelare con cui viene amministrata la nostra città, consiste nella nomina tra i parenti prossimi dell’assessore provinciale dell’ ufficio di staff del Sindaco. L’ennesimo schiaffo morale alla meritocrazia che dovrebbe essere il criterio con cui si scelgono i consulenti esterni. L’ennesima conferma che la “cosa pubblica” viene utilizzata per costruire un’area di parcheggio ad intelligenze che altrimenti non avrebbero avuto modo di esprimersi utilizzando strumenti propri. Di queste scelte immorali l’amministrazione ha dato largo esempio tutelando i conflitti di interesse di diversi assessori della Giunta Comunale: un esempio su tutti siano i corsi di formazione (sulla cui utilità in termini occupazionali qualcuno mi illumini) organizzati da enti molto vicini all’assessore al ramo. Alla luce di queste considerazioni se mi chiedessero di fotografare in poche righe lo stato della città citando emblematicamente alcuni esempi della malapolitica, direi che questi amministratori continuano ad ipotecare il nostro futuro, seguitano a perdere le ultime importanti occasioni di finanziamento comunitario e nazionale, continuano a percepire i servizi sociali come strumento di rafforzamento alla propria clientela, non hanno ancora un piano di crescita e sviluppo economico e turistico della città e insistono a governare nell’immutabile volontà di non cambiare mai a. Sarà perché la mia idea della politica è sempre stata legata alla possibilità di cambiare l’esistente ma non riesco proprio a rassegnarmi alla superficialità di questi amministratori nei confronti della città. Amministrare un paese vuol dire prendersene cura in maniera costante, tutelarlo dai tentativi di speculazione, rispondere ai problemi dei cittadini, custodire il territorio, salvaguardarne la bellezza e battersi quotidianamente per garantirne la crescita. Sarà perché non mi rassegno a vedere morire questa città ed assistere inerme alla fuga di tante giovani intelligenze. Sarà perché penso ancora che una Copertino migliore sia possibile partendo dallo sforzo collettivo di tutti i cittadini che non si rassegnano a subire torti e ingiustizie. Sarà perché penso che Rosafio non sia il mio Sindaco e che non governi in mio nome. Oggi più che mai sento di chiedere a questo centro destra di fare i conti con la propria inefficienza e staccare la spina a questa amministrazione asfittica ed a questa politica svigorita e lontana dalle esigenze di ognuna e ognuno di noi.

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