L'arte in difesa dell'ambiente a Galatina

A sostegno della campagna di “Cambiamo Aria” contro la richiesta di Colacem di coincenerire rifiuti, si susseguiranno eventi al circolo Arci “Kilometro Zero” a partire dalle ore 19 del 30 ottobre

L’arte si muove in difesa del Salento, a sostegno della campagna di “Cambiamo Aria” contro la richiesta di Colacem di coincenerire rifiuti, e propone una riflessione sui problemi ambientali, attraverso il susseguirsi di appuntamenti per un mese, presso il circolo Arci “Kilometro Zero” a partire dalle ore 19 del 30 ottobre. L’esaltazione delle bellezze del territorio e la denuncia degli scempi perpetrati allo stesso, costituiranno il filo conduttore di quattro mostre, eventi di video, scultura, musica e fotografia, che si avvicenderanno di settimana in settimana ogni sabato per tutto il mese di novembre. L’esigenza di manifestare il disagio e l’indignazione per le offese inferte al territorio e per l’indifferenza con cui vengono percepite dalla società, ha mosso gli artisti che hanno aderito all’iniziativa, a partire dallo scultore Tonino Baldari e dai film-makers Manuel Vason, Tommaso Faggiano, Chiara Zilli e Alfredo Melissano, che apriranno la kermesse con i loro lavori. La centralità dei temi del riutilizzo dei materiali, come soluzione e prevenzione degli attuali disastri ecologici emerge nettamente dalle opere dello scultore Tonino Baldari: “l’elezione della pietra ad oggetto/mezzo è congeniale a significare l’interazione tra retaggio e costrutto ex novo, poiché lega il passato megalitico all’irruzione tecnologica”. Il tema ambientale è al centro dei video che saranno proiettati: l’ossessiva e inquietante presenza dello stabilimento Colacem sulla città di Galatina domina il cortometraggio “Il profilo dell’orizzonte” di Tommaso Faggiano; il documentario di inchiesta “Alli tempi mei era tutta campagna” di Chiara Zilli fotografa e denuncia l’attuale realtà ambientale salentina; così come il cortometraggio “Beach Water” di Alfredo Melissano ritrae la situazione di degrado ed abbandono delle nostre coste, facendo emergere il problema dell'inquinamento in tutta la sua drammaticità. La denuncia si confronta, come a costituire un ponte ideale, con lo sguardo sul paesaggio salentino del regista spagnolo Manuel Vason, che, attraverso la perfomance dell'eclettica Helen Spackman, ne “Il suo Salento” descrive un’originale simbiosi tra e uomo e natura e l’alterazione di tale equilibrio prodotto dall’incapacità di una società autolesionista di pensare alle conseguenze irreversibili delle proprie azioni.

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